I 29 politici arrestati, indagati e condannati nel 2016

carcere

L’ultimo in ordine di tempo è stato Simone Uggetti, sindaco Pd di Lodi. L’ipotesi al vaglio degli inquirenti è di turbativa d’asta in relazione all’appalto per la gestione delle piscine della città. Ma in questo 2016 non è il solo politico dem a essere finito sotto la lente della giustizia. Dalle inchieste per peculato nel comune di Brenta, in provincia di Varese, all’arresto di Cosimo Consales, sindaco di Brindisi, accusato di corruzione, concussione e truffa: le indagini hanno colpito il partito a diversi livelli. I reati più ricorrenti hanno a che fare con appalti e gestione di fondi pubblici, ma non solo.

Gli indagati e gli arrestati: da Stefano Graziano a Filippo Nogarin

Un caso che ha scosso i piani medio alti del Pd è stato quello di Stefano Graziano, presidente del partito in Campania finito nella bufera per presunti appalti pilotati in favore dei Casalesi.
A marzo, in Calabria, i magistrati della Dda di Catanzaro hanno fatto arrestare l’ex sottosegretario Sandro Principe con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa.
NEI GUAI MIRABELLI (NCD).  Le indagini dei Carabinieri avrebbero evidenziato un fitto intreccio tra politica e ‘ndrangheta sia per quanto riguarda le consultazioni del comune di Rende tra il 1999 e 2011, che per le elezioni regionali del 2010.
Ma nell’inchiesta calabrese è stato coinvolto pure il Nuovo centrodestra.
Gli inquirenti di Catanzaro hanno emesso un avviso di custodia cautelare per l’ex consigliere regionale Rosario Mirabelli, anch’egli accusato di concorso esterno in associazione mafiosa.
Ma non è tutto. Alla fine di febbraio, è finito nel mirino lo stesso leader di Ncd, Angelino Alfano.
Secondo la procura di Roma il ministro dell’Interno sarebbe stato colpevole di abuso d’ufficio per aver forzato il trasferimento del prefetto Fernando Guida da Enna a Isernia.
IL CASO RIZZI SCUOTE LA LEGA. L’inizio dell’anno è stato difficile anche per Forza Italia.
Già in gennaio sono stati indagati due parlamentari, Domenico De Siano e Luigi Cesaro, nell’ambito di un’inchiesta sulla gestione dei rifiuti sull’isola di Ischia.
E sempre sui lavori pubblici sono caduti altri due forzisti: il vicepresidente della Sardegna, Antonello Peru, e l’ex consigliere regionale Angelo Stochino. I due sarebbero al centro di un’indagine che ha portato a 17 provvedimenti di custodia cautelare da parte della procura di Oristano. L’accusa è di avere pilotato l’assegnazione di lavori pubblici.
Nel centrodestra la giustizia ha colpito anche la Lega Nord con l’arresto eclatante di Fabio Rizzi, presidente della commissione sanità della regione Lombardia. Rizzi, che recentemente è stato sospeso dalla carica di consigliere regionale, e il suo collaboratore Mario Longo sono accusati di avere pilotato appalti verso società a loro stessi riconducibili.
NEL M5S TIENE BANCO LA QUESTIONE LIVORNO. Il 2016 si è aperto con alcuni guai giudiziari pure per il M5s di Beppe Grillo.
In particolare, a tenere banco è stato il caso del comune di Quarto.
Nello specifico è stato iscritto al registro degli indagati il consigliere Giovanni De Robbio, accusato di estorsione ai danni della stessa Capuozzo.
Infine, problemi anche per la giunta Nogarin a Livorno. Il primo cittadino del capoluogo toscano ha ricevuto un avviso di garanzia per una vicenda legata alla gestione dei rifiuti.
Filippo Nogarin va ad aggiungersi a un altro componente della giunta, Gianni Lemmetti, assessore al bilancio indagato a metà aprile per bancarotta fraudolenta, falso in bilancio e l’abuso d’ufficio.

I condannati: da Marco Milanese a Renato Soru

Capitolo condannati. L’ultimo è Renato Soru, ex governatore della Sardegna ed europarlamentare del Pd, condannato in primo grado a tre anni di reclusione per evasione fiscale.
In precedenza aveva fatto rumore il caso di Daniele Ozzimo, ex assessore della giunta romana di Ignazio Marino, condannato in primo grado a due anni e due mesi all’interno dell’inchiesta Mafia capitale.
Otto mesi di reclusione, invece, per il senatore Antonino Papania, ritenuto colpevole dalla procura di Trapani di voto di scambio nell’ambito delle consultazioni amministrative di Alcamo.
In Sicilia, Gaspare Vitrano e Mario Bonomo (passato poi ad Api), deputati regionali, sono stati condannati rispettivamente a sette e sei anni per concussione nell’ambito di un’inchiesta sul fotovoltaico.
IL PD PIEMONTESE PATTEGGIA. Nell’ambito dell’inchiesta sulle firme false per le liste a sostegno di Sergio Chiamparino alle elezioni regionali del 2014, nove persone tra vari funzionari del Pd hanno patteggiato accettando pene tra i cinque mesi e l’anno di reclusione.
La pena maggiore è andata a Cristina Rolando (1 anno), a seguire Tina Pepe (11 mesi), Stefania Ziccarelli e Mara Milanesio (10 mesi).
Il consigliere regionale Daniele Valle è stato invece condannato con la condizionale a sei mesi.
DUE ANNI A VERDINI. Il 14 marzo, poi, è arrivato al termine uno dei filoni processuali dell’inchiesta sul Mose.
Tra i condannati in primo grado c’è Marco Milanese, consigliere dell’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti ed ex parlamentare del Pdl. Milanese è stato condannato a due anni e mezzo di carcere con l’accusa di traffico di influenze illecite.
Ex Pdl e ora Ala, Denis Verdini, infine, è stato condannato a due anni con l’accusa di concorso in corruzione nell’ambito dell’assegnazione di un appalto per la realizzazione di una scuola a Firenze.

(Fonte lettera43)