“Ecco perché non si condanna chi ruba per fame”

giustizia

Parla, intervistato dalla Stampa, Antonio Lucisano il magistrato che ha chiesto alla Cassazione di assolvere Roman Ostriakov, l’ucraino che la Corte d’appello di Genova aveva condannato a sei mesi per il furto di quattro würstel e del formaggio alla Ekom:

“La giustizia deve fare cose giuste. Punto. E il magistrato è un uomo dello Stato, pagato e qualificato per stabilire se un furto è commesso da una persona che ha disperatamente bisogno, se è solo una sciocchezza o, appunto, un furto in tutto e per tutto. A me invece pareva che il verdetto su quest’uomo fosse stato un po’, come dire….. Non vorrei attribuire aggettivi a caso, ma in poche righe si sosteneva che non fosse dimostrata “l’urgenza”, insomma la fame. Io invece penso che abbia rubato proprio per quello e la fame be’, è una necessità generale, a volte anche nei tribunali le cose sono più semplici di quel che sembrano. Poi, è vero che tutti i reati andrebbero perseguiti eccetera eccetera; ma pure a comportarsi in modo più burocratico, non esisterebbero i famosi criteri di priorità? A chi sembra una priorità il processo di Roman Ostriakov per quattro würstel? Due anni fa feci assolvere una persona che aveva rubato una lattina di birra da 60 centesimi, lo ritenevo troppo insignificante per meritare un processo. Non vuol dire che ogni piccola ruberia debba rimanere impunta: basta vagliare caso per caso, gli uomini ci stanno apposta. L’imputato era indigente e aveva un legale d’ufficio. All’epoca non era cassazionista e non poteva andare oltre, nonostante si fosse impegnata in un lavoro approfondito e appassionato. Ho pensato fosse giusto tentare con il terzo grado e la Cassazione alla fine ha condiviso la sua e la mia visione. Badiamo bene: non c’entrano le nuove leggi sulla “particolare tenuità”, hanno scelto l’opzione più netta partendo dalla fame come bisogno supremo ed ecco perché ha fatto così scalpore”.