Il Vitaliziato stipendiato: Enrico La Loggia, 11mila euro al mese

Enrico La Loggia-vitalizio

A Enrico La Loggia, ex esponente di Democrazia cristiana, Forza Italia e Popolo della Libertà, ex ministro per gli Affari regionali del secondo e terzo governo di Silvio Berlusconi, parlamentare dal 1994 al 2013, non ha digerito la decisione di Montecitorio di sospendergli l’erogazione del vitalizio da ex deputato e senatore (5.079 euro netti al mese) dopo la sua nomina, del 15 ottobre 2013, a componente del consiglio di presidenza della Corte dei Conti (altri 6mila euro mensili). La legge vieta di poter cumulare le due retribuzioni quando si riveste un incarico pubblico. La commissione della Camera deciderà nei prossimi giorni. Il provvedimento, ora impugnato, ha costretto il politico siciliano a restituire le somme percepite nel periodo compreso fra ottobre 2013 e novembre 2014 per un totale di circa 65mila euro.

“Il ricorso si basa su un elemento estremamente semplice: non esiste una normativa ad hoc che preveda l’incompatibilità fra il vitalizio e l’indennità che percepisco per il ruolo che ricopro attualmente”, dice La Loggia. Aggiunge l’ex parlamentare: “È una vicenda che va avanti da due anni, ma sono convinto di non essere in errore. Mio nonno diceva che per conseguire un successo servono tre cose: avere ragione, avere un buon avvocato che la rappresenta e un giudice che la riconosca. A me, per adesso, manca quest’ultimo passaggio. Sono pronto a continuare a non prendere il vitalizio pur ritenendo che ciò sia sbagliato. Non mi faccia fare la figura del vecchio politico, che pensa solo ai soldi, potrei darli pure in beneficienza. È una questione di principio, voglio sapere se c’è certezza del diritto o si decide a simpatia”.

Ha ragione dai, perché accontentarsi di uno stipendio (solo 6mila euro al mese), quando si può incassare anche altri 5mila di vitalizio? Evviva l’Italia, evvia il vitalizio, lo stipendio e pure il principio.