Corrotto del Giorno: La Sanità pubblica italiana

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La sanità fa gola per l’ingente valore della spesa pubblica, pari a 110 miliardi di euro l’anno. È il terreno di scorribanda da parte di delinquenti di ogni risma. Un male che divora fino a 6 miliardi l’anno, togliendoli all’innovazione e alle cure dei pazienti italiani.

Il “virus della corruzione ha colpito ben 2 milioni di italiani, che hanno pagato bustarelle per ricevere favori in ambito sanitario, e 10 milioni hanno effettuato visite mediche specialistiche in nero”, come quantificato dal sottosegretario all’Istruzione, Davide Faraone. Ogni euro finito nelle tasche sbagliate è un euro in meno dedicato alla cura dei pazienti, talvolta costretti persino a pagare mazzette per vedere riconosciuti i propri diritti.

Nel 37% delle aziende sanitarie italiane si sono verificati episodi di corruzione negli ultimi cinque anni, e in circa un terzo dei casi non sono stati affrontati in maniera appropriata. Ad affermarlo sono gli stessi dirigenti delle 151 strutture sanitarie che hanno partecipato all’indagine sulla percezione della corruzione realizzata nell’ambito del progetto “Curiamo la corruzione da Transparency International ItaliaCensisISPE-Sanità e Rissc.

Le voci di spesa per beni e servizi che non incidono direttamente sull’assistenza sanitaria e non sono collegati all’efficacia dell’intervento, come quelle per la mensa, la lavanderia e la gestione dei rifiuti speciali, assorbono risorse consistenti. Fino al 30% della spesa per pulizia, lavanderia e mensa potrebbe essere reso più efficiente e permettere di liberare risorse per una più efficace assistenza sanitaria

Dall’analisi dei conti economici di Asl e Aziende ospedaliere emerge che dal 2009 al 2013 gli sprechi in questi settori sono diminuiti in media del 4,4% l’anno, ma la loro incidenza rispetto alla spesa complessiva non si è ridotta. Tali sprechi nelle spese non direttamente collegate all’efficacia delle cure ammontano a 1 miliardo di euro l’anno: risorse che potrebbero essere altrimenti destinate alla salute dei pazienti.

Da dove nasce la corruzione? Secondo i dirigenti intervistati, il motivo principale consisterebbe nella “eccessiva ingerenza della politica nelle nomine dei vertici della Pubblica amministrazione e, di conseguenza, nel controllo che questa può rivendicare sui comportamenti e sulle azioni dei dirigenti pubblici”. Segue l’ampia discrezionalità lasciata dalla farraginosità e poca chiarezza delle procedure burocratiche, mentre, al terzo posto vengono individuati lo scarso attaccamento e la scarsa attenzione nell’utilizzo del denaro pubblico. Il 77% dei dirigenti sanitari ritiene che ci sia il rischio concreto che all’interno della propria struttura si verifichino fenomeni di corruzione (e questo rischio è giudicato elevato dal 10% di loro). Due sono gli ambiti che si prestano maggiormente alle pratiche corruttive: quello degli appalti e quello delle assunzioni di personale. Al primo posto, l’83% dei dirigenti sanitari indica i rischi che si annidano negli acquisti di beni e servizi e il 66% nella realizzazione di opere e infrastrutture, mentre il 31% sottolinea la possibilità che si seguano scorciatoie illecite nelle assunzioni.