Togliere alle Regioni il governo della sanità pubblica

Sanità-corruzione-Regioni

La sanità si è scoperta l’ambiente con il maggior giro d’affari per corruzione. Sempre a spese dei contribuenti e delle persone che alla fine hanno davvero bisogno. La sanità è la più grande industria italiana. Un’industria delle mazzette. Scrive oggi Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano:

“La sanità, che ci costa 110 miliardi all’anno ed è affidata al peggio del peggio della classe politica, quella regionale (che in futuro esprimerà anche i senatori), ne butta almeno 6 tra bustarelle, visite in nero, sovrafatturazioni e convenzioni compiacenti con cliniche private di amici degli amici. L’unica vera spending review si fa dunque in due modi, oltre a quello (sempre promesso e mai realizzato) di razionalizzare e accentrare la spesa pubblica: tappando i buchi dell’acquedotto per non fare uscire i soldi nei mille rivoli della corruzione e facendo entrare più soldi mettendo gli evasori insieme agli altri ladri, cioè in galera. Siccome non lo facciamo, siamo al 61° posto al mondo nella classifica di Transparency International sulla corruzione percepita: i peggiori d’Europa dopo la Bulgaria. Infatti abbiamo 199 colletti bianchi detenuti contro gli 8mila della Germania”.

Una corruzione così totale, non dipende nemmeno più dalla disonestà dei singoli. È il sistema stesso che è stato congegnato per il furto totale del denaro pubblico. La sanità costituisce il 90% del bilancio delle Regioni, e offre infinite occasioni discrezionali di gestione. Inoltre, è gestita da consigli d’amministrazione dove loschi affaristi con cliniche si mescolano e inciuciano con deputati trombati, amici degli amici da sistemare. Il trasferimento della sanità alle Regioni nel 2001 si è rivelato un clamoroso boomerang. Il vaso è colmo. L’unica riforma seria, per tentare di riportare sotto controllo i 110 miliardi di spesa sanitaria nazionale ed evitare almeno in parte le ruberie, è la totale fuoriuscita dei partiti dalla sistema di gestione. A chi è stato eletto deve essere lasciato solo il potere di indirizzo, mentre ai politici va tolta ogni possibilità di nomina. Una riforma che renda il servizio sanitario “nazionale”. La salute pubblica non ha colore politico.


Commenti

  1. […] sanità fa gola per l’ingente valore della spesa pubblica, pari a 110 miliardi di euro l’anno. È il terreno di scorribanda da parte di delinquenti di ogni risma. Un male che divora fino a 6 […]