L’uomo in Ferrari che fa i milioni con i profughi: “Sono un imprenditore, tutti guadagnano”

Paolo Di Donato

Paolo Di Donato, “l’uomo in Ferrari che fa i milioni con i profughi”: così il quotidiano Il Giornale definisce Paolo Di Donato, dirigente aziendale del consorzio Maleventum situata nel cuore di Contrada Madonna della Salute, una piccola frazione di Benevento che si occupa della gestione dei profughi. Dopo l’uscita dell’articolo Di Donato precisa su Facebook:

“Oggi in prima pagina, su il giornale, il direttore del TG4, Mario Giordano, pubblicizza il suo nuovo libro utilizzando una mia foto in Ferrari. Scrive di una vita lussuosa. Ferrari e Porsche nel garage.
Bhe non ho la Ferrari, la Porsche l’ ho pagata 11.000 euro, 3 anni fa, e non credo di fare una vita di lusso.
Mi definisce il Re dei profughi e che sono stato capace di gestire 1000 profughi da solo, stessi profughi che sia a Trieste che a Palermo gestiscono più imprenditori.
3 mesi fa fui contattato dalla sua redazione per avere informazioni su di me e sulla gestione dei centri di accoglienza Damasco. Gli trasmisi documentazione contabile, fatture di acquisti, elenco dipendenti.
Pensavo che gli servivano per un servizio della trasmissione Quinta Colonna e di aver desistito dopo aver letto quante spese ci sono per la gestione dei 13 centri.
Elenco alcune cifre mensili importanti: 150.000 euro di stipendi, 70.000 euro da consegnare ai migranti per il pocket money, 90.000 di derrate alimentari, 50.000 euro di fitti, 30.000 euro di utenze, 12.000 di benzina, 25.000 di manutenzione immobili; 35.000 di gestione strutture per generi prima necessità, 10.000 al mese di creme corpo e tantissime altre cifre…
Tutto documentabile e a disposizione della magistratura e delle forze dell’ ordine che controllano mensilmente le attività all’ interno delle strutture.
Ho la coscienza pulita perchè gli ospiti vengono trattati bene e che nessuno specula su di loro. E’ un lavoro come tutti gli altri, con i suoi pro e contro. Tutti guadagnano, dipendenti, fornitori, proprietari immobili, Enel, compagnia del gas, Inps, Inail, Agenzia delle Entrate.
Non sono andato io a prenderli in Africa e se la mia abilità, nell’ aver aperto 13 centri di accoglienza, dando lavoro a 130 persone, che pazientano per lo stipendio, perchè la Prefettura paga a singhiozzo, è stato un errore me ne farò una ragione.
Intanto non esiste nessuna Ferrari, e ne tantomeno una fiammante Porsche o la barca al molo.
Sono foto prese da facebook”.

Questo signore fa il suo interesse, è chi ci governa che non fa l’interesse degli italiani. Quest’uomo ha fiutato un business e ci si è ficcato dentro. Non dovrebbe essere permesso di lucrare su attività del genere! Il delinquente-furbetto non è Di Donato ma lo Stato. Questa è la vera vergogna, non come sottolinea Mario Giordano, il rosso della Ferrari del signore.