Le Perle dei parlamentari assenteisti

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“Deputati e senatori dovrebbero lavorare di più perché le 30-40 ore che ogni settimana dedicano alla vita parlamentare non bastano: non sono sufficienti a dedicare uno spazio serio e decente al lavoro delle commissioni. È un grave fattore di decadenza istituzionale e parlamentare essere costretti a riunirci negli spiccioli di tempo che si salvano dai lavori d’Aula nel mattino e nel pomeriggio. Rivolgo un appello ai presidenti delle Camere a provare a convincere i rappresentanti dei gruppi parlamentari a lavorare di più”. Giorgio Napolitano

“Che m’importa di andare a schiacciare un pomello, come diciamo noi a Genova avendo impegni istituzionali diversi e molto importanti? C’è poi da considerare che in Senato l’astensione vale come voto negativo. Se si vuole astenersi l’unico modo è non votare. Invece il licenziamento dei dipendenti, pubblici e privati, fannulloni è condivisibile, sono tempi nei quali non possiamo più permetterci l’assenteismo, ma penso che una norma del genere sia difficilmente applicabile”. Il senatore Maurizio Rossi di Liguria Civica

“Non mi piace il termine fannulloni, perché non bisogna fare di ogni erba un fascio, nella PA ciao sono ottimi lavoratori, ma anche sacche vergognose, e ogni caso va esaminato e giudicato con cura. Ma il dipendente pubblico che non raggiunge il suo obiettivo deve essere posto sotto attenzione, magari non proprio licenziato in tronco, ma si deve sentire controllato. Le cose del passato, quando era un optional andare in aula, sono molto cambiate. Io mi sento prigioniera, perché il mio lavoro di deputato mi porta ad avere continui contatti sul territorio, che non possono essere tenuti solo quando non ci sono dibattiti in aula. Noi parlamentari il problema lo abbiamo già risolto: se non sei in aula non vieni pagato”. Giovanna Palma deputata del Pd

“Questo è populismo di bassa lega, non lo condivido  è censurabile che ci siano persone molto assenti, ma è anche vero che ci sono diversi ruoli, che riguardano tutti i partiti e per i quali numerosi soggetti sono portati verso impegni diversi. L’assenteismo parlamentare non può essere paragonato a quello nella PA, perché in questo secondo caso si commette un reato. Il parlamentare, invece, ci mette la faccia e assentandosi perde soldi. Per ogni giornata che io non sono a votare perdo 250 euro fino a un totale di 3600 euro al mese”. Luca D’Alessandro deputato del gruppo Misto, capo ufficio stampa di Denis Verdini, considerato uno dei fedelissimi del Coordinatore nazionale PdL

“Renzi doveva abolire le Province, ma poi, guardando il film di Checco Zalone, si scopre che non l’ha fatto. Ha messo il tetto agli stipendi dei dirigenti pubblici, ma la norma è stata aggirata. Renzi annuncia con rulli di tamburi e squilli di trombe… poi la montagna partorisce il topolino. I parlamentari assenteisti? Gli eletti sono una cosa diversa. Le graduatorie di Openpolis? Si può essere presenti e non votare. Dipendenti pubblici e politici non sono assimilabili”. Il senatore Augusto Minzolini (FI)