Perle della settimana: Calderoli, Berlusconi e Juncker

Perle della settimana- Calderoli-Berlusconi-Juncker

Noi viviamo nell’epoca in cui la gente è così laboriosa da diventare stupida… Oscar Wilde

1° classificato: Roberto Calderoli

“Portiamo i terroristi all’Asinara, per la nostra sicurezza nazionale e in modo che i potenziali jihadisti sappiano che in caso di cattura li aspetta un carcere duro e l’isolamento totale dal mondo esterno”. Roberto Calderoli, senatore e Responsabile Organizzazione e Territorio della Lega Nord (11 gennaio 2016)

2° classificato: Silvio Berlusconi

“Volete ridere? Vi racconto questa sul cinese… Un sindaco leghista cerca un pretesto per non dare la cittadinanza a un cinese che partecipa all’esame di idoneità. I test da sostenere riguardano varie materie: dalla cultura italiana alla storia e geografia del Belpaese. Ma ce n’è uno in particolare sui proverbi nostrani, molto insidioso. Il cinese a sorpresa risponde a tutte le domande, ma il sindaco del Carroccio non dispera, convinto che la bocciatura arriverà quando si tratterà di affrontare l’ultima prova, quella relativa al ‘completamento’ dei proverbi. Il sindaco inizia il test: ‘Cielo a pecorelle…’. E l’esaminando cinese completa: ‘Pioggia a catinelle…’. ‘Tanto va la gatta al lardo…’. Pronta la risposta: ‘Che ci lascia lo zampino…’. E infine: ‘Can che abbia…’. ‘Poco cotto o cotto male…'”. Silvio Berlusconi (13 gennaio 2016)

3° classificato: Jean Claude Juncker

“Renzi non deve offendere la Comunità Europea cercando di sminuirla ad ogni occasione. Sono stato molto sorpreso che alla fine del semestre di presidenza italiana Renzi abbia detto che era stato lui ad avere introdotto la flessibilità di bilancio. Invece sono stato io, non lui, seppure con il suo accordo. Vorrei che su questo punto ci si attenga alla realtà e alla verità. E oltretutto l’Italia profitta di tutte le flessibilità previste. Esito sempre a esprimermi con lo stesso vigore con cui Renzi si rivolge a me, perché non aggiusta sempre le cose. Ritengo che il primo ministro italiano, che amo molto, abbia torto a vilipendere la Commissione a ogni occasione, non vedo perché lo faccia. L’Italia a dir la verità non dovrebbe criticarla troppo in quanto noi abbiamo introdotto flessibilità contro la volontà di alcuni Stati membri che molti dicono dominare l’Europa”. Il presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker (15 gennaio 2016)