Perle della settimana: Monsignor Galantino, Taverna e Papa Francesco

Perle della settimana-Monsignor Galantino-Taverna-Papa Francesco

L’adulazione è il cibo degli sciocchi; tuttavia, di tanto in tanto, gli uomini d’ingegno condiscendono ad assaggiarne un po’… Jonathan Swift

1° classificato: Monsignor Nunzio Galantino

“I “faraoni”, nella Chiesa, in Vaticano come nel resto della società, sono coloro che hanno perso il senso del limite, confondono i mezzi con il fine e finiscono per adorare il dio denaro o vendersi per la carriera. Nella Chiesa stridono ancor di più. Quando sento di casi di religiosi che si intascano soldi destinati alla carità, provo il vivo prurito di costituirmi parte civile in un processo a loro carico: non si possono calpestare né i poveri né i fedeli in questo modo, che getta fango su vescovi e preti esemplari. La Chiesa deve chiedere i danni… Io vivo in comunità con i preti che lavorano con me in Cei: ciascuno ha la propria stanza e condividiamo il refettorio. Personalmente ho una vecchia Polo, che ora dovrei cambiare; la mia remunerazione non supera quella di un operaio”. Monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Conferenza episcopale italiana (Cei), intervistato dal Fatto Quotidiano (2 dicembre 2015)

2° classificato: Paola Taverna

“Gesù, al di là del credo religioso, è una figura piena di valori e fa parte della nostra storia e della nostra cultura. Ogni avvenimento che leggiamo sui libri di storia lo riportiamo a prima o dopo Cristo. Quella di Cristo è una figura dirompente e rivoluzionaria piena di valori che vanno al di là della religione. Cristo era una persona che invitava molto all’ascolto, cosa che non si fa più. Io trovo una vicinanza incredibile tra l’azione rivoluzionaria di Gesù Cristo e l’azione rivoluzionaria alla quale noi del Movimento 5 Stelle stiamo chiamando i cittadini. Cioè, riporre al centro la figura umana”. Paola Taverna a Radio Cusano Campus (30 novembre 2015)

3° classificato: Papa Francesco

“Prego seduto, perché mi fa male stare in ginocchio. Talvolta, pregando, persino mi addormento, ma non fa niente: sono come un figlio vicino a suo padre, e questo è ciò che conta… Evidentemente la Bibbia è un libro estremamente pericoloso, così rischioso che in certi Paesi chi possiede una Bibbia viene trattato come se nascondesse nell’armadio bombe a mano! In compagnia fate sport, andate a fare shopping, perché allora non leggere insieme, in due, in tre o in quattro, la Bibbia? Magari all’aperto, immersi nella natura, nel bosco, in riva al mare, la sera al lume di una candela… farete un’esperienza potente e sconvolgente. O forse avete paura di apparire ridicoli di fronte agli altri? Se voi vedeste la mia Bibbia allora direste: ‘Cosa? Questa è la Bibbia del Papa? Un libro così vecchio, così sciupato!’. Potreste anche regalarmene una nuova, magari anche una da 1.000 euro: no, non la vorrei. Amo la mia vecchia Bibbia, quella che ha accompagnato metà della mia vita. Ha visto la mia gioia, è stata bagnata dalle mie lacrime: è il mio inestimabile tesoro. Vivo di lei e per niente al mondo la darei via. Spesso la prendo, la leggo per un po’, poi la metto in disparte e mi lascio guardare dal Signore”. Lo confida Papa Francesco nella prefazione (pubblicata da Civiltà Cattolica) ad una Bibbia per i giovani (3 dicembre 2015)