Movimento 5 stelle e…. strisce

Grillo-Casaleggio-Movimento-5-Stelle-Usa

“Io non ho il dubbio che dietro il Movimento 5 Stelle ci siano gli americani: io oggi ho la certezza che l’operazione politica ‘pilotata’ da Grillo e da Casaleggio sia voluta dagli USA. 

Quando nel 2004 abbiamo iniziato quest’esperienza eravamo veramente in pochi. Ho sempre vissuto quest’avventura come una prova di partecipazione civile ad un’idea di rinnovamento della politica e della società del nostro Paese. Oggi, alla luce di quanto ho avuto modo di vedere e di conoscere, mi rendo conto che i presupposti sui quali è stata portava avanti quest’esperienza sono molto diversi da quelli che ci sono stati presentati ed in cui, l’ammetto, anch’io ho creduto. I primi dubbi abbiamo cominciato a nutrirli subito dopo le elezioni politiche del 2013. Dico subito che sono tra quelli che, nel 2013, si aspettavano una collaborazione, od almeno un confronto con l’allora leader del PD, Pierluigi Bersani. Quello che è successo allora è politicamente illogico. A meno che, come ora cercherò di illustrare, il tutto faceva parte di un disegno politico ben preciso.

Come ho già accennato, eravamo in tanti, subito dopo le elezioni politiche nazionali del 2013, ad aspettarci un accordo con il PD di Bersani. Pensavamo: ci prendiamo due-tre ministeri-chiave e iniziamo a cambiare l’Italia dal di dentro. Se il PD si tirerà indietro, beh, i cittadini italiani capiranno. Invece che succede? Grillo e Casaleggio bloccano tutto. Nessuna trattativa con Bersani. Chiusura totale. Risultato: il PD finisce nella mani di Matteo Renzi, dopo l’accoltellamento alla schiena, nell’ordine, di Bersani e, poi, di Letta. E’ a questo punto che in tanti di noi comincia a maturare un retro-pensiero. Quando Renzi va al governo tanti di noi si chiedono: ma non siamo anche noi responsabili di tutto quello che sta succedendo? E che succederà?

Io la risposta me la sono data: Renzi è anche il frutto delle scelte politiche adottate dal Movimento 5 Stelle. Piaccia o no, Bersani è un uomo di sinistra. Moderato quanto si vuole, membro dell’establishment, ma di sinistra. Con lui si sarebbe potuto e dovuto discutere, si sarebbe potuto cominciare a strappare sovranità dal basso e costruire, nel frattempo, una classe dirigente giovane, pulita, consapevole e preparata. Con Renzi, come tutti hanno avuto modo di vedere, non si discute. Renzi agisce e basta. Dietro di lui ci sono i poteri forti che impartiscono ordini. E lui li mette in pratica, costi quel che costi. Con incredibili forzature sul Parlamento. Vedi Job’s Act e riforma a perdere del Senato, per citare solo due esempi.

Poi inizia la stagione delle espulsioni, che non si è mai fermata. Noi, in Sicilia, viviamo sulla nostra pelle l’espulsione di due senatori, Campanella e Bocchino, rei soltanto di aver rivendicato il diritto alla parola. Lo sapete perché Campanella viene messo fuori dal Movimento? Perché in un incontro con Grillo, questi gli dice, ad una precisa richiesta di confronto democratico: ‘Questa è tutta la democrazia che ci possiamo permettere in questo momento’.

L’affidamento della linea politica del Movimento, in Parlamento, viene affidata ad un ex del Grande fratello (Rocco Casalino) con compiti di comunicatore. Un uomo che identifica la politica con la comunicazione, da cui provengono le varie gaffes sulla legge Bossi/Fini e su altri provvedimenti votati in commissione, se non addirittura proposti dai parlamentari stellati, smentiti da qualche uscita di Casaleggio o, peggio, con qualche post ‘apparentemente’ fuori luogo di Grillo. La linearità di comportamenti e l’indisponibilità a farsi manipolare dall’imbonitore delegato dai ‘capi’ gli costano l’espulsione. In tanti siamo sbigottiti, anche se cerchiamo di mediare prima che accada l’irreparabile, costruito a tavolino e pilotato da Milano, quartier generale delle società di Casaleggio . Restiamo ancora più sbigottiti quando i vertici del Movimento, sempre per bloccare il dissenso, mettono in atto una strategia ed una metodologia che definire staliniste è poco.

L’espulsione dei senatori Campanella e Bocchino viene ‘decisa’ da undici persone del Meetup di Palermo. In quarantasette firmiamo un appello per difendere i due parlamentari. A questo punto il Blog di Grillo mette in campo un’operazione di censura impressionante, che fa seguito al nostro tentativo di …metterci una pezzaGrillo sforna un comunicato ‘politico’ domenicale sul blog in cui afferma falsità come le mancate ‘restituzioni’ del 50 per cento delle indennità dei due senatori siciliani o la loro asserita ‘scarsa presenza sul territorio’. Falsissimo, perché sono gli unici che dedicano tutti i fine settimana, nessuno escluso, nonostante l’intensa attività parlamentare, a mantenere i contatti con le esigenze dei territori, sempre disponibili ad intervenire e dare una mano dove c’era una richiesta di aiuto e di presenza.

Succedono tante altre cose. Il Muos di Niscemi, per esempio. Fino a una certa data, la lotta a questo strumento di morte, da parte dei grillini siciliani, è stata portata avanti con convinzione e impegno. Tra i parlamentati regionali ricordo la passione e l’impegno  di Giampiero Trizzino. Ad un certo punto, però…A un certo punto succede qualcosa. A Bagheria arriva Edward Luttwak, il noto politologo americano e consulente del governo USA. E la posizione del Movimento, sul Muos di Niscemi, cambia radicalmente. Questo mi sembra un dato di fatto. Cos’è, infatti, oggi la Sicilia se non una grande portaerei americana? Penso a ciò che è visibile: Sigonella, Birgi, i droni ed il Muos di Niscemi…

Di fatto è così. Il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, che nella campagna elettorale del 2012 era contro il ‘mostro’ elettromagnetico, dopo la sua elezione dichiara, addirittura, che il Muos di Niscemi è uno strumento di pace! Anche i parlamentari del Movimento 5 Stelle – parlo dei deputati del Parlamento siciliano, ma anche dei parlamentari nazionali eletti in Sicilia – si adeguano: basta lotta contro il Muos. Oggi del Muos i grillini non parlano più. Improvvisamente, nell’estate 2014, mentre il conflitto giudiziario volge a favore delle mamme anti-Muos,  passano ad occuparsi – parlo di Riccardo Nuti e di Giampiero Trizzino – delle cabine a Mondello… Al 29mo anno di una concessione trentennale… E non riescono neanche ad impedire la proroga legislativa sino al 2020.

A questo si aggiungono scenari finanziari, che coinvolgono Casaleggio, che portano sempre negli Stati Uniti. Ecco, se mettiamo insieme gli scenari finanziari e il silenzio dei parlamentari sul Muos e, in generale, sulla militarizzazione della Sicilia, si capiscono tante cose. Io, lo ribadisco, ne sono certo. Questo rapporto esiste. In politica esistono i fatti e gli atti parlamentari. Fatti e atti parlamentari dimostrano che, a un certo punto, l’atteggiamento dei grillini sul Muos di Niscemi e, in generale, sulla Sicilia muta. Un mutamento che coincide con la presenza di Luttwak in Sicilia e con un atteggiamento cauto, se non silente, sulla militarizzazione dell’Isola.

I grillini mettono in atto il seguente schema: individuano e catalizzano le aree sociali protestatarie e poi le sterilizzano. Nessuna novità, per la Sicilia. Si tratta del vecchio gioco descritto da Tomasi di Lampedusa nel Gattopardo: cambiare tutto per non cambiare nulla. Emblematica, al riguardo, la posizione assunta dai deputati grillini del Parlamento siciliano sulla class action sulla Formazione professionale portata avanti dal sottoscritto.

Penso che la classe dirigente che Grillo e Casaleggio hanno selezionato più con ‘provini’ (emblematica la ricerca di candidati che abbiano ‘attitudini’ e non ‘competenze’, cioè devono essere veloci nell’eseguire, ma non avere idee proprie, o se le hanno devono avere l’esigenza della pagnotta, sennò come li controllo?) che per caratteristiche di particolari competenze e dirittura morale non sia entusiasmante (in fondo anche un onest’uomo perché così dice il suo certificato penale può essere tale solo perché non ha avuto la ‘tentazione’ giusta ed è un potenziale ladro). Senza voler offendere nessuno, dico che Di Maio, alla fine, è solo un fuori corso in Giurisprudenza. In molti casi, si tratta di persone senza arte né parte che, alla fine, cercano di mantenere l’indennità parlamentare. Persone molto attente a non disturbare troppo i manovratori. Miserie.

Se penso a Giancarlo Cancelleri candidato alla presidenza della regione mi vengono i brividi. Con tutto quello che ha combinato all’Assemblea regionale siciliana da tre anni a questa parte, poi…Mi riferisco agli inciuci sulla disastrosa legge sulla ‘presunta’ riforma delle Province, che è solo un papocchio. E mi riferisco a quanto accaduto negli ultimi giorni. Con chi vanno a stringere accordi per le presidenze delle commissioni legislative Cancelleri e compagni? Con le cameriere, cioè con le forze politiche che non hanno i numeri. Insomma, se devi fare gli accordi di potere – che secondo me non vanno fatti – falli almeno con il padrone di casa, non con le cameriere…”. Francesco Menallo, avvocato, tra i fondatori del Movimento 5 Stelle in Sicilia