Le ricette di Salvini per l’Italia

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In un articolo sul Sole 24 Ore, il leader della Lega Nord Matteo Salvini ha spiegato la sua proposta, soprattutto di politica economica, al resto della destra italiana. Essendo l’articolo lungo, noioso e con le tipiche ambiguità del politichese, speriamo di fare cosa gradita al lettore offrendo una traduzione in italiano corrente.

Riportiamo solo le parti rilevanti dell’articolo, il resto è inutile. In corsivo la traduzione.

1. Meno tasse

Le proposte fiscali della Lega Nord hanno come cardine la semplificazione data dalla flat tax, l’aliquota unica che noi vediamo come ottimale al 15% e dall’abolizione progressiva di tutte le tasse slegate dal reddito reale, in primis Irap, tasse sulla casa, acconti e redditi presunti. … Ovviamente dovrà essere rivisto il trattato sul fiscal compact e il dogma del pareggio di bilancio, con i quali ogni riduzione vera delle imposte è impossibile limitandosi ad un semplice trasferimento fra categorie, cosa arbitraria e quasi mai giusta.

Traduzione.Vogliamo creare un colossale buco di bilancio che dovrà essere pagato a suon di tasse dalle future generazioni. In alternativa, dichiareremo bancarotta e chi si è visto si è visto. Ci son riusciti nella Prima Repubblica, perché non dobbiamo riuscirci noi?

2. Meno Europa

Si sono presentate sinora diverse idee: la Lega Nord e Fratelli d’Italia propongono la gestione controllata di uno smantellamento, possibilmente condiviso internazionalmente, dell’eurozona. Forza Italia invece propone l’introduzione di una moneta parallela e la garanzia del debito da parte della Bce. Il M5S chiede un referendum. Altri propongono l’introduzione di “moneta fiscale”. Tutte queste proposte potranno essere ascoltate e dibattute in un tavolo comune senza preclusioni in modo tale da arrivare a una posizione il più possibile informata, consapevole e condivisa stante la delicatezza della questione.

Traduzione. Non abbiamo idea di cosa fare e parliamo a vanvera con proposte letteralmente circensi. Pare funzioni per acchiappare un po’ di voti dei più gonzi. Gli altri sanno che non faremo niente.

3. Meno Stato

Meno Stato ovviamente da intendersi come uno stop all’invasività di una gestione oppressiva dello Stato e non come una riduzione dei servizi e delle competenze dello Stato medesimo. Secondo la Lega Nord i cardini della riforma dello Stato dovrebbero essere costruiti attorno alla separazione fra la spesa necessaria alla produzione dei servizi (che deve essere in molti casi aumentata sulla base di criteri di efficienza e costi standard) e le spese legate ai trasferimenti fiscali o agli incentivi economici che devono invece essere pesantemente riqualificate perché non diventino bacini di clientele …. Servono strumenti più snelli per liberare le risorse: per questo diciamo via al patto di stabilità che blocca 20 miliardi di euro che i comuni virtuosi oggi non possono spendere perché lo stato li ha bloccati.

Traduzione.Vogliamo più spesa pubblica, quindi più Stato. La spesa pubblica per servizi va aumentata e la spesa clientelare per trasferimenti non va ridotta ma ”riqualificata” ossia indirizzata verso le nostre clientele. Tanto per cominciare, più soldi per gli enti locali dove governiamo noi (a cui nel frattempo avremo levato il gettito delle imposte sulla casa). Come si aumenta la spesa pubblica riducendo al tempo stesso le tasse? Non si può, ovvio. Vedi la traduzione del primo punto.

4. Più aiuto

Lo Stato ha abbandonato la sua funzione di sostegno alle famiglie e alle imprese per diventare un nemico del lavoro e dell’iniziativa privata. Non c’è però ammortizzatore sociale e sindacato più efficace della crescita economica. Uno degli aspetti fondamentali della crescita di uno stato è la demografia: la Lega Nord propone di concentrare le risorse sul sostegno alla famiglia tradizionale (quella per intendersi composta da un padre e una madre) e alla natalità perché si ritorni alla gioia di poter fare figli senza ricorrere all’orrore della sostituzione della popolazione per via di immigrazione incontrollata. Da questa base proporremo ai potenziali alleati la gratuità per gli asili nido sul modello francese, forti assegni per le famiglie di cittadini italiani che daranno alla luce figli oltre il secondo e una fiscalità a misura di famiglia.

A nulla però varrebbe aiutare la natalità se poi i giovani migliori continuassero ad emigrare perché non messi in condizione di lavorare al meglio nel luogo in cui sono nati. In Italia adesso non si assiste ad un fenomeno di immigrazione ma ad una vera e propria sostituzione dove i nostri figli sono costretti ad emigrare e sostituiti da estranei nuovi arrivati. Lo Stato deve aiutare i nostri ragazzi a rimanere qui.

Basta umiliare e far scappare le menti giovani e meno giovani privando il Paese dell’esperienza e dell’energia fondamentali per la nostra crescita. Anche per questo vogliamo aprire un dibattito serio e approfondito per una revisione degli ordini e una riforma delle professioni. In Italia se ne parla da decenni senza mai arrivare a una svolta. Non è concepibile che ci siano nel nostro Paese 240mila avvocati senza l’esistenza di un minimo tariffario: una giungla che rischia di far implodere l’intero settore trascinato al ribasso.

Traduzione. Non ci piacciono gli omosessuali. Non ci piacciono gli immigrati. Userei altre parole, ma qua sul Sole 24 Ore mi devo contenere. Siamo inoltre contro qualunque liberalizzazione nel settore dei servizi. Vogliamo ripristinare ordini e corporazioni in tutto il loro splendore passato. Per esempio, rimettendo tariffe minime a cominciare dagli avvocati. Speriamo tanto che i giovani non capiscano che se restano in questo paese dovranno pagare tasse da capogiro in cambio di servizi pessimi (e ancor di più se si attua il programma dei punti precedenti), e che quindi non emigrino.

5. Più garanzie

La legge Fornero è stato un esempio terribile delle conseguenze di un tradimento da parte dello Stato delle sue garanzie. La piattaforma programmatica condivisa dovrà trovare un terreno comune su cui fissare un nuovo patto tra lo Stato e i cittadini eliminando i giochi sulla vita delle persone che si ritrovano senza lavoro, senza reddito e senza pensione. Quindi regole certe, divieto di retroattività dei provvedimenti fiscali, un sistema pensionistico uguale per tutti, basato sui contributi effettivamente versati e che consenta a chi ha lavorato una vita di poter scegliere quando andare in pensione.

Traduzione. Più prepensionamenti per tutti! Riguardo ai soldi per pagarli … ma che ve lo dico a fare, abbiamo già detto che siamo contro il ”dogma” del bilancio in pareggio.

6. Più sicurezza

Impossibile proseguire oltre su una strada che consegna i cittadini alla paura e alla delinquenza. La Lega Nord come è noto fa della sicurezza delle persone per bene un cardine per un’esistenza felice. Pertanto proporremo agli alleati l’abolizione del reato di eccesso colposo di legittima difesa (la legge Molteni proprio in questi giorni inizia il suo iter in commissione giustizia alla Camera), il potenziamento delle forze di polizia, magari da ottenersi anche per il tramite dell’unione fra corpi oggi divisi delle forze dell’ordine, lotta all’abusivismo di certi insediamenti o centri sociali che diffondono degrado e criminalità, controllo delle frontiere e forte contrasto all’immigrazione clandestina. Anche in questo caso siamo disposti ad accettare ogni tipo di idea che vada in questa direzione.

Traduzione. Aspetta, mi ero dimenticato di dire che oltre agli omosessuali e agli immigrati non mi piacciono i drogati.  

(Fonte noisefromamerika)


Commenti

  1. […] parte del martire in maniera ininterrotta, e per raccogliere voti. Salvini fa le pompe ai cretini. Le ricette di Salvini per salvare l’Italia sono aria […]