Perle della settimana: Papa Francesco, il Cardinale Bertone e monsignor Galantino

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Stupido è chi lo stupido fa… Forrest Gump

1° classificato: Papa Francesco

“Bisogna chiarire meglio le finanze della Santa Sede e renderle più trasparenti. Ci sono spese che non provengono da una chiarezza delle procedure. Questo si vede nei bilanci. Collegato a questo, credo si debba andare più avanti nel lavoro di chiarire bene l’origine delle spese e le forme di pagamento. Se una cosa è stata fatta senza un preventivo, senza autorizzazione, non si paga. Farò un esempio, quello della biblioteca. Il preventivo diceva 100 e poi sono stati pagati 200. Cosa è successo? Un po’ di più? Va bene, ma era nel preventivo o no? E se non lo era: non si paga! Questo per me è importante. Per favore, disciplina. La cassa non è in ordine, bisogna mettere un po’ di ordine, siamo qui per risolvere tutto questo, fratelli, per il bene della Chiesa. Mi fa pensare a quello che diceva un parroco anziano di Buenos Aires, saggio, che aveva molta cura dell’economia: se non sappiamo custodire i soldi, che si vedono, come custodiamo le anime dei fedeli, che non si vedono?“. Le intercettazioni di Papa Francesco contenute nel libro “Via Crucis” di Gianluigi Nuzzi

2° classificato: Tarcisio Bertone

“Io non vivo nel lusso. Quanto all’appartamento che mi è stato assegnato d’accordo con papa Francesco e i superiori del Governatorato, mi è stato comunicato che quell’anno non era messa a bilancio alcuna somma per la ristrutturazione e avrei dovuto sostenere io le spese. I lavori furono affidati alla ditta Castelli, il cui ad è Antonio Bandera. Mentre avanzavano i lavori e alla Ragioneria arrivavano le fatture da pagare, fui invitato dal Governatorato a saldare. E in effetti, come risulta da una precisa documentazione, ho versato al Governatorato la somma: dal mio conto. Erano due appartamenti disastrati e abbandonati da anni. Il Governatorato mi ha comunicato una spesa sui 300 mila euro: ho pagato con i miei risparmi per un appartamento che non è di mia proprietà e resterà al Governatorato. L’appartamento è di 296 metri quadrati. E non ci vivo da solo. Abito con una comunità di tre suore che mi aiutano, c’è anche una segretaria che il Santo Padre mi ha concesso per scrivere la memoria di tre Papi, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco. C’è la biblioteca, l’archivio, le camere per tutti.. Sempre questa storia dell’attico con vista su San Pietro. Non esiste nessun attico. Io abito al terzo piano e il terrazzo non è mio, è stato risanato durante i lavori ma è quello condominiale, in cima al palazzo. È di tutti gli inquilini, cardinali e arcivescovi, che ci vivono. Io mi ritengo una vittima di questi anni. Ho lavorato al servizio dei Papi con fedeltà e dedizione, e anche al servizio del Bambin Gesù. Ho fatto tanto e ora mi ritrovo queste accuse infamanti”. Il Cardinale Tarcisio Pietro Evasio Bertone intervistato al Corriere della Sera (5 novembre 2015)

3° classificato: Nunzio Galantino

“È sintomatico come in questo momento per creare difficoltà alla Chiesa e alla sua immagine, perché, non illudiamoci, dietro c’è questo, si stia attingendo al passato. Mi piacerebbe dire all’ineffabile Fittipaldi e all’ineffabile, per due volte, Nuzzi: è possibile conoscere le cifre delle vostre grandi operazioni editoriali? Io, al posto loro, poco poco mi vergognerei a fare le pulci agli altri in maniera ideologica, senza guardare a se stessi. Meno male che alcuni giornali seri stanno mostrando tutte le contraddizioni di operazioni di questo genere. Di fondo, ripeto, c’è il fatto che ad alcuni dà fastidio che ci sia una Chiesa cattolica che, in questo momento, parla in modo più chiaro rispetto al passato, chiamando le cose con il loro nome”. Il segretario generale della Cei, monsignor Nunzio Galantino intervistato dall’Agenzia S.I.R., Servizio Informazione Religiosa (5 novembre 2015)