Liberiamoci della Lega Ladrona e ripartiamo

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Nella presunta truffa milionaria aggravata consumata ai danni dello Stato sui rimborsi elettorali della Lega sono imputati, oltre a Bossi e ai tre componenti del comitato di controllo dei bilanci, Stefano Aldovisi, Diego Sanavio e Antonio Turci, anche l’ex tesoriere Francesco Belsito e gli imprenditori Paolo Scala e Stefano Bonet: accusati insieme a Belsito di riciclaggio, in relazione al trasferimento all’estero di parte dei fondi ottenuti con dichiarazioni mendaci. Belsito è accusato anche di appropriazione indebita.

Parte dei soldi ricevuti non le spettavano perché sarebbero stati assegnati sulla base di bilanci falsi e di rendicontazioni non veritiere. Per questo il Parlamento ha chiesto la restituzione di 59 milioni di euro e potrebbe essere emesso un decreto di sequestro ai danni del movimento oggi guidato da Salvini. Che però in cassa ha zero euro. Bossi aveva lasciato la segreteria della Lega con un bilancio in attivo di 41 milioni. L’ultimo bilancio è chiuso con una perdita di 7 milioni, sono stati licenziati tutti i dipendenti e la macchina del partito è ora interamente a carico dello Stato, basti pensare che la portavoce di Matteo Salvini è assunta dal gruppo al Senato. Così come molti ex dipendenti del quotidiano La Padania sono “passati”a libro paga della Regione Lombardia guidata da Roberto Maroni e continuano a lavorare per la comunicazione del partito. Lo stesso tesoriere, il commercialista Giulio Centemero, è dipendente di Bruxelles.

Il difensore di Bossi ha precisato che “il reato ipotizzato è a favore di terzi, perché i fondi dei rimborsi elettorali rendicontati dal Carroccio nel 2010 sono stati incassati dal partito nel 2012, quando ai vertici c’erano Roberto Maroni e Salvini che se li sono spesi”. Nelle casse della Lega Nord, nel corso della reggenza Maroni, sono arrivati quasi 13 milioni oggetto della truffa, mentre 820mila euro è la cifra incassata durante l’attuale segreteria, quella di Matteo Salvini.

Maroni e Salvini hanno garantito di aver “speso bene i soldi”, ma il punto non è l’uso che ne hanno fatto ma la restituzione perché, essendo frutto di una truffa, l’averli spesi configurerebbe anche il reato di ricettazione. 

Il moralizzatore Salvini avrebbe quindi speso soldi che si pensa provengano da una truffa. La domanda nasce quindi spontanea. Perché la Lega di Salvini ha continuato a intascare questi soldi e nel novembre 2014 ha ritirato la costituzione in parte civile contro Belsito, tesoriere e investitore di denaro pubblico in diamanti e fondi in Tanzania all’epoca dei fatti? E perché non li restituisce?


Commenti

  1. […] confiscati alla Lega Nord. È la truffa del secolo. La sentenza del Tribunale di Genova di ieri, come previsto, non lascia scampo alla Lega Nord che rischia la […]