Il terrorismo raccontato a mia figlia

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“Cara figlia mia, non avere paura. La vita è una grande sorpresa. La pretesa di averne il controllo è idiota. Siamo destinati tutti a morire. Il problema, dunque, non è non morire, ma vivere bene finché ci sarà dato di poterlo fare. Quanto alla morte per mano dei terroristi è una ennesima possibilità di morire. Quella con minore probabilità. Potrai morire in un giorno qualsiasi, anche oggi o domani, di vecchiaia, di infarto, di incidente stradale, di mille altre cose, fra le quali anche un attacco terroristico. Ma non ci pensare. Avere paura della vita è un’idiozia e, dall’altra parte, il principale strumento con il quale il potere ci controlla e ottiene che gli lasciamo fare ciò che gli interessa. Comunque, caso mai ti dovesse capitare di morire per una bomba terroristica, sappi che centinaia di migliaia di bambini corrono questo rischio in percentuale centupla della tua ogni giorno, a Bagdad, in Afghanistan, in Libia, in Siria e in un sacco di altri posti dove gente anche con la nostra bandiera semina morte asseritamente a fin di bene. Dunque, se morirai di bomba, ti succederà nient’altro che ciò che ogni giorno succede a migliaia di bambini come te. Quanto a come ridurre questo rischio, in una società complessa e moderna è oggettivamente impossibile prevenire il terrorismo in maniera assoluta. L’unico modo di evitare che uno squilibrato si ammazzi e ti ammazzi è chiuderti da sola dentro un bunker. Allora, l’unica cosa per ridurre il rischio di terrorismo, è costruire un mondo più equo, più pacificato, più giusto. Un mondo nel quale il numero di squilibrati disposti a morire pur di far del male a qualcuno sia ridotto. Per ottenere questo ci vuole tempo e ci vorrebbe che coloro che hanno il potere nel capitalismo occidentale smettessero di essere delle canaglie e diventassero delle persone almeno decenti”. Massimiliano Siddi, magistrato


Commenti

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