Perché i migranti, invece di rischiare la vita, non prendono un aereo?

migranti aereo

Perché i disperati delle carrette del mare non spendono la stessa cifra, alta anche per tanti italiani, esorbitante per una persona del “Sud del mondo”, per viaggiare in modo civile e sicuro verso l’Europa?

Il motivo è da ricercare in una direttiva europea:

(1) Per lottare efficacemente contro l’immigrazione clandestina è fondamentale che tutti gli Stati membri adottino un dispositivo che fissi gli obblighi per i vettori che trasportano cittadini stranieri nel territorio degli Stati membri. Ai fini di una maggiore efficacia di tale obiettivo, occorrerebbe altresì armonizzare, per quanto possibile, le sanzioni pecuniarie attualmente previste dagli Stati membri in caso di violazione degli obblighi di controllo cui sono soggetti i vettori, tenendo conto delle differenze esistenti tra gli ordinamenti giuridici e le prassi degli Stati membri.
(3) L’applicazione della presente direttiva non pregiudica gli impegni derivanti dalla convenzione di Ginevra, del 28 luglio 1951, relativa allo status dei rifugiati, quale modificata dal protocollo di New York del 31 gennaio 1967.

La direttiva 2001/51/CE è stata approvata nel 2001, stabilisce che i vettori di compagnie aeree o navali hanno la responsabilità di garantire che gli stranieri diretti verso l’Unione europea siano i possesso di documenti di viaggio validi. Qualora i viaggiatori arrivino nella Ue e vengano respinti, le compagnie aeree sono tenute a pagare il biglietto di ritorno in patria. Inoltre le compagnie aeree possono vedersi comminare un multa che va dai 3000 ai 5000 euro. Per evitare le sanzioni, le compagnie aeree sono diventate diligenti nell’impedire a chi non è provvisto di passaporto o visto d’ingresso di imbarcarsi sui loro aerei.

Ecco spiegato il perché. L’Unione Europea lascia alle compagnie aeree la decisione di imbarcare o meno un migrante senza visto, attribuendo a queste ultime la responsabilità di “determinare” chi è un rifugiato e chi non lo è. Se le compagnie prendono una decisione sbagliata, il viaggio di ritorno è a carico loro. Non sorprende, dunque, che queste optino per la prudenza e non imbarchino chi non ha il visto.

Se l’Europa vuole davvero impedire altri morti in Mediterraneo deve abrogare la direttiva o, quanto meno, sostituirla con disposizioni più umane e giuste. Se l’Europa vuole che la gente smetta di annegare deve consentire a questa gente di volare.