Sandro Zaffiri e l’elogio dell’olio di ricino

Sandro-Zaffiri-Lega-Nord

Un dirigente della Lega Nord ieri ha auspicato metodi fascisti, con tanto di liste già pronte di chi deve essere punito. Gli insulti indirizzati al prefetto di Roma, Franco Gabrielli, arrivano in seguito allo spostamento di un gruppo di immigrati a Casale San Nicola, nella periferia di Roma, disposto proprio dalla Prefettura.

La purga fascista è stata evocata dal vicepresidente del consiglio Regionale delle Marche, Sandro Zaffiri, che su Facebook ha scritto:

“Gabrielli un porco di un comunista al servizio del Pd attento che ti abbiamo segnato sul nostro elenco, arriveremo, l’olio di ricino te ne daremo tanto…. Ho usato parole forti, è vero, ma dall’altra parte ci sono delle azioni, e io sto dalla parte del popolo, delle famiglie…Quando verranno dati 1.500 euro a un cieco, a un disabile italiano allora ne riparliamo. A Roma sono state compiute azioni gravissime nei confronti di chi contrastava il degrado. Chiedo scusa per le parole, ma chi mi ha votato vuole sentirsi dire la verità. Noi siamo stati attaccati con le bombe carta, e c’erano famiglie con bambini. E c’erano anche gli assessori della giunta uscente”.

Quando all’infelice frase sull’olio di ricino, Zaffiri si giustifica: “Ma non c’è nessun elenco…”. La sua casa social è tutta una profusione di accuse ai rom e agli immigrati.

Quello di Zaffiri non è stato l’unico attacco di ieri contro gli immigrati. Frasi choc sono state postate anche da un dirigente locale ferrarese di Fratelli d’Italia, Fabrizio Florestano:

“Certo, io ne prendo 100 alla volta: tempo di sparare per farli cadere in una buca e me ne date altri cento. In una giornata ne faccio fuori quanti ne sbarcano”.

Il post di Florestano arriva a commento di un’intervista rilasciata dall’ex ministro Cècile Kyenge e pubblicata sul Giornale, nella quale l’intervistatore chiede all’ europarlamentare Pd se una delle possibili opzioni per i rifugiati entrati in Italia sia “l’accoglienza diffusa nelle case degli italiani”. Lei risponde: “Anche questo”.