La crisi ha cancellato il ceto medio

ceto medio Italia

Le famiglie italiane che appartengono alla classe media sono nel 2015 il 38,5% del totale, in caduta rispetto al 57,1% rilevato nel campione del 2007. Circa 7 milioni di italiani (3 milioni di famiglie) hanno perso durante la crisi “l’ancoraggio economico che li legava alla classe media”. È quanto emerge dall’Indagine sul risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani 2015 del Centro Einaudi e di Intesa Sanpaolo.

Negli ultimi anni la crisi economica non ha colpito i ricchi, che tali sono rimasti, nè portato all’indigenza i meno abbienti. La crisi ha spazzato via la classe media, cioè quella piccola e media borghesia che nella storia ha sempre trainato lo sviluppo del Paese: i colletti bianchi, i quadri, gli impiegati di concetto nel lavoro dipendente, i lavoratori autonomi, quelli dell’agricoltura, i piccoli artigiani, i commercianti con pochi dipendenti. Quel 60% della popolazione che sta tra il 20% ricco e il 20% povero.

Ma “non è un fenomeno solo italiano, la contrazione della classe media è una tendenza molto diffusa soprattutto in Europa” ha precisato Salvatore Carrubba, presidente del Centro Einaudi, che ha registrato anche “il blocco dell’ascensore sociale”.

I modelli di consumo hanno subito una metamorfosi. Il ceto medio ha tagliato sull’acquisto di automobili (25%); su vacanze, alberghi e ristoranti (60%); il 35% sugli spettacoli; il 24% ha rinunciato a cure mediche private. Gli italiani non si fidano del futuro e del “proprio” futuro. Così preferiscono risparmiare, piuttosto che consumare. Per prudenza.

Ma cosa sogna la middle class italiana? In primo luogo, che la crisi sia finita. Al secondo posto la sicurezza del lavoro, al terzo la tranquillità pensionistica. Infine, il 30% dei giovani sotto i 35 anni e, rispettivamente, il 18 e l’11% dei componenti delle due classi di età superiore (35-44 e 45-54 anni) vorrebbe acquistare e/o cambiare la casa.

Oggi forse ha più senso parlare di medietà sociale, come condizione mediana all’interno di una società sgretolata in cui ognuno cerca strade diverse.