Il parlamentare che rinunciò al vitalizio e si dimise

Enrico-Endrich-vitalizio

Enrico Endrich, morto nel 1985, fu un grande avvocato penalista sardo, e critico d’arte. Nel 1953 venne eletto alla Camera per il Movimento sociale italiano. Quando l’aula approvò l’introduzione dell’assegno di vitalizio, nel 1955, decise che quell’istituto semplicemente non faceva per lui. Un principio che lui non si sentiva di accettare.

Un uomo capace di dimettersi dal parlamento italiano quando i suoi colleghi votarono a favore del riconoscimento della pensione ai deputati, rinunciando così a una poltrona in onore degli ideali. Scrisse al presidente della Repubblica, Giovanni Gronchi, il suo gran rifiuto al vitalizio e si dimise:

“Onorevole presidente, il concedere la pensione ai senatori e ai deputati equivale ad affermare il principio della professionalità della funzione parlamentare. Poiché non mi sento di accettare tale principio, rassegno le dimissioni da deputato“.

La Camera respinse le dimissioni, confidando che forse Endrich sarebbe rientrato nei ranghi. Ma lui, saputo del voto contrario dei suoi colleghi deputati, riscrisse a Gronchi:

“Onorevole presidente, apprendo dai giornali che la camera ha respinto le mie dimissioni. Ringrazio ma devo insistere perché vengano accettate. Ossequi”.

Gli onorevoli dovettero accettare le dimissioni. Fu accontentato e lasciò il seggio di Montecitorio.

Endrich rientrò in Parlamento nel 1972, al Senato, sempre con il Movimento sociale. E anche in quella circostanza, Endrich del vitalizio non volle saperne. Inviò una lettera all’amministrazione del Senato con la quale rinunciava, di nuovo, all’assegno. Non percepì una lira.

Alla sua scomparsa alcuni funzionari del Senato contattarono la vedova per chiederle dove recapitare la pensione di reversibilità. Inutilmente. Anche la moglie di Endrich non volle l’assegno dello Stato.

Endrich era un signore, un galantuomo. Conosceva la parola coerenza. Quelli di oggi? Lasciamo perdere….


Commenti

  1. […] è una funzione di rappresentanza temporanea e non dovrebbe essere considerato come un lavoro. Ma rinunciare al vitalizio per chi già ce l’ha sarebbe un gesto alla […]