L’onesto del giorno: Marotta (Idv) rinuncia a 517.872 euro di vitalizio

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Gennaro Marotta, funzionario dell’Idv nel comune di Venezia, classe 1960, è il secondo politico da 30 anni a questa parte che rinuncia al vitalizio che gli spetterebbe al compimento dei 60 anni di età per i contributi versati nei cinque anni di consiglio regionale: totale 517.872 euro.

Marotta ha preso carta e penna e ha scritto all’ufficio di presidenza, giusto per dire che “ai sensi dell’articolo 2, commi 2 e 4, della legge regionale 13 gennaio 2012, numero 4, la restituzione dei contributi versati ai sensi dell’articolo 8, comma 1 lettera a) della legge regionale 10 marzo 1973, numero 9, e successive modificazioni, nella misura del 100% senza interessi legali. A tal fine dichiara di rinunciare all’assegno vitalizio e di reversibilità”. Tradotto: ridatemi gli 84 mila euro di contributi versati in questi cinque anni e io rinuncio al vitalizio da duemila euro netti al mese che spetterebbe a tutti i consiglieri regionali.

“Il confine tra diritti e privilegi è sottile, a volte vanno a braccetto. Io penso invece che sia giunto il momento di rinunciare a qualche diritto e a qualche privilegio, la politica deve fare un passo indietro. Ho rinunciato anche al posto auto gratuito a Venezia in Piazzale Roma. Se io verso 1 allo Stato e ai 60 anni mi viene restituito 6 volte tanto c’è qualcosa che non va. Mi pare che le proporzioni tra quanto ho lavorato in Regione, cinque anni, e quanto percepirei in 20 anni di vitalizio, cioè 517.872 euro, non siano giusti: quello che percepiscono i politici è esagerato. Soprattutto se confrontato con le pensioni dei cittadini. Ho rinunciato al vitalizio pensando ai miei figli e a mio nipote che deve essere orgoglioso di avere un nonno che ha rispetto per la Respublica , per le cose di tutti e che ha servito lo Stato per un periodo senza chiedere molti soldi in cambio. È una decisione irrevocabile. Non voglio paracaduti, si può vivere dignitosamente con i soldi che guadagnerò da funzionario comunale. Da consigliere regionale, guadagno novemila euro netti al mese, ma ho rinunciato dall’inizio a mille euro ogni mese, che versavo a onlus e associazioni del territorio come la comunità Don Milani per il recupero degli alcolisti o l’Anfass per adulti disabili o gli anziani ortisti di Mestre, quelli che coltivano orti nel Parco pubblico. Io non voglio essere un esempio, la mia è una scelta personale e familiare”.