Tutta la verità sul Movimento 5 Stelle

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Il solo scopo di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio è l’arricchimento personale e le scelte che impongono ai loro parlamentari, non sono per il bene del Paese, ma solo per far affluire maggiori introiti nelle loro casse personali.

Il M5S prende 6 milioni di euro all’anno per “far funzionare il gruppo parlamentare”. Considerate che le spese maggiori del M5S sono per la comunicazione (se il bilancio fosse totalmente trasparente e disponibile on-line lo potreste verificare). Considerate che il personale è scelto dalla Casaleggio (come da codice di comportamento) e pagato con stipendi e rimborsi da favola (in alcuni casi prendono più dei deputati). Considerate che la maggior parte della comunicazione è strutturata per puntare alle pagine web gestite dalla Casaleggio Associati (piene di pubblicità). Il fatto che il M5S e la Casaleggio Associati tengano di più alla comunicazione che al lavoro legislativo la dice lunga su molte cose…

La denuncia (misteriosamente ignorata dalla rete) di Samuele Segoni ex grillino ora al gruppo misto. Ecco come funziona il M5S e come ragionano Grillo e Casaleggio:

“La maggior parte degli scontri interni al gruppo parlamentare del M5S e delle espulsioni non c’entra niente con i soldi: la battaglia è stata per gli ideali tra chi voleva un M5S fedele agli albori (democrazia partecipata, orizzontalità, approccio innovativo di fare politica, comunicazione di qualità improntata ad una crescita culturale) e chi invece voleva imprimere una svolta (assetto verticistico, decisioni chiave in mano ad un gruppo ristretto, uso della rete solo per ratificare decisioni già prese, trasformazione in un gruppo di opposizione classico incentrato sulla protesta, comunicazione incentrata sulle reazioni di pancia). I soldi sono un’arma di distrazione di massa usata dai vertici del M5S perché fa facile presa. Vi fanno credere che tutto ruoti intorno ai soldi mentre gli scontri più accesi qua a Roma (e la maggior parte delle espulsioni) sono avvenuti perché c’era chi si opponeva a questo andazzo. Occhio: mentre vi tengono la testa piegata a contare gli spiccioli, sopra le vostre teste vi rubano gli ideali.

La mission politica del M5S è diventata l’autoconservazione come forza d’opposizione dura e pura, si punta a selezionare eletti fedeli (e grati) a prescindere, sono stati “prodotti” nuovi leader e sono stati allevati dei seguaci invece che delle teste pensanti. Il M5S è considerato e gestito come un BRAND (detto da dei big del M5S, non da me). Ed il successo del M5S viene misurato in base al traffico sulle nostre pagine internet. Questo vale sia a livello generale (gestione del M5S da parte della Casaleggio Associati) che a livello particolare per i singoli portavoce, che sono in competizione per il numero di “like” e di “follower” su Facebook e Twitter.

Le grandi decisioni calano dall’alto. Non c’è rispetto delle minoranze interne, c’è un atteggiamento volto a stroncare qualsiasi voce critica con qualsiasi mezzo. Il M5S non è ancora diventato un partito. Ultimamente ha preso alcune peculiarità dei partiti, ma le ha stravolte e peggiorate ulteriormente. Faccio alcuni esempi.

  • C’è un vertice ma non si sa chi è: il Duo Grillo-Casaleggio, alcuni parenti, la Casaleggio Associati, lo Staff di Grillo, i gestori delle pagine, i parlamentari del “cerchio magico”… non si capisce il confine tra tutte queste entità, le decisioni calano dall’alto all’ultimo momento e non si sa bene chi ha impartito gli ordini: ci si adegua e basta.
  • C’è una base, ma non si sa chi è: in teoria dovrebbero essere gli iscritti certificati, in pratica sul territorio chiunque può aprire un meetup nel suo comune, anche se ce ne è già un altro. Se si tratta di mettere in difficoltà un personaggio scomodo con delle votazioni, si possono materializzare dal nulla una serie di “attivisti” mai visti in quell’ambito che fanno numero e sbilanciano le decisioni.
  • Ci sono i capibastone, ma non si sa chi sono. Ultimamente si era palesata anche la presenza sui territori di personaggi di fiducia dei vertici del M5S che impongono il proprio volere (dicendo che è quello dello “staff”), procedendo con epurazioni, allontanamenti, faide e guerre intestine. Ultimamente è emersa anche la figura delle “sentinelle”: persone che hanno il compito di segnalare allo staff o ai capibastone tutte le voci fuori dal coro e tutti i movimenti degni di nota.
  • Non c’è rispetto per le minoranze: in ogni posizione di rilievo vengono messi solo e soltanto fedelissimi.

La struttura opaca e disorganizzata del M5S è studiata e programmata con cura. Davide Casaleggio addirittura se ne è vantato in un libro. Questa opacità è funzionale a diversi aspetti:

In una situazione di perenne caos e disorganizzazione è facile fare in modo che la base non riesca ad organizzarsi e che il controllo rimanga saldo nelle mani dei vertici. È provato che qualsiasi tentativo dei territori di organizzarsi per scambiare idee e dati è stato stroncato violentemente dai vertici: l’uso di Liquid Feedback, la piattaforma Toscana, Airesis, la piattaforma ligure ecce cc…
In una situazione di perenne caos ed emergenza è facile imporre le direttive dall’alto. Bere o affogare…
Si possono prendere decisioni per tutti senza assumersi nessuna responsabilità. Non sapendo qual è la catena di comando ed i flussi delle informazioni e delle direttive, nessuno paga in caso di errori. Mentre nel PD Bersani è stato sostituito con Renzi a causa degli scarsi risultati, nel M5S tutti continuano a comandare nell’ombra.

Contesto fortemente una gestione del partito dove si preferisce che i deputati non lavorino ai problemi della gente e si dedichino alla grandezza del partito, magari tramando sui territori per zittire le voci scomode. Il M5S si è trasformato in ciò che anni fa combatteva. Il mantra “non parlate con i giornalisti, i panni sporchi si lavano in casa” è al limite della disonestà: serve per contenere il dissenso interno. Chi fa della trasparenza la sua bandiera non può pretendere di averla solo a senso unico. Quindi: mai più silenzio.

I volponi che fin dall’inizio hanno preteso di decidere ed imporre la linea politica del gruppo parlamentare avevano le idee chiare. Inizialmente il piano era: “entriamo in Parlamento a marzo 2013, non facciamo assolutamente niente tranne denunciare in maniera dura ed eclatante scandali e malefatte e fare azioni virali sul web, tanto ad ottobre 2013 con l’interdizione di Berlusconi la maggioranza entrerà in crisi ed andremo a votare, gli indecisi ci voteranno e vinceremo”. Era il modello “#scatoletta di tonno”. Ci fu detto di non perdere tempo con emendamenti, mozioni e proposte di legge ma di fare solo interrogazioni perché era lo strumento per eccellenza dell’opposizione. Come ampiamente previsto da chi come me si opponeva ad un simile approccio, col cavolo che si andò alle votazioni. Tuttavia la linea non cambiò molto, si continuò a dire che le proposte non interessano alla gente, che si doveva puntare a ottenere reazioni di pancia e che si doveva comunicare via web. Il programma politico era “#vinciamonoi” e “#tuttiacasa”. Ci furono le europee e fu un fallimento totale: noi perdemmo 3 milioni di voti, vinsero gli altri, Renzi invece di andare a casa si accomodò ancora più saldamente e comodamente sulla poltrona.

Adesso la linea politica è “via le merde dal M5S”: dobbiamo allontanare le voci critiche, ci teniamo solo chi ha una fede cieca e si forma una piccola forza d’opposizione nelle istituzioni e un piccolo esercito di invasati sul territorio. Molto facile da gestire sia da un punto di vista pratico che politico.

Più facile fare opposizione: senza nessuna responsabilità si può dichiarare qualsiasi cosa ed anzi più si sparano grosse e più i flussi web aumentano. Lo staff di Grillo ha verificato che ci sono i click anche senza voti. I click sono importanti perché portano molti soldi dalla pubblicità. Alcuni esperti che abbiamo consultato ci hanno fatto un conto approssimativo e hanno stimato l’incasso nell’ordine di qualche milione di euro all’anno. Da qui si capisce anche l’ossessione di comunicare generando campagne virali sul web, di snobbare TV e giornali, di adottare strategie comunicative basate sul “incredibile! Per sapere cosa è successo clicca qui!”.

Si sta lavorando per il BRAND M5S, non per risolvere i problemi dei cittadini”.




Commenti

  1. […] Partito comunista, per andare al governo, ha dovuto cambiare nome. Noi siamo solo un Movimento che deve rompere le scatole agli altri…”. Un virgolettato rubato da Dagospia a Beppe Grillo, che si sarebbe confessato a un […]