Il potere del popolo

potere del popolo

Siete stanchi di essere trattati come bambini da un sistema che vuole sostituirsi ai vostri genitori ma che per di più, dei vostri genitori non ha neppure la generosità e lo scopo a fin di bene, visto che esso è costituito da una classe di politici inetti e corrotti?

Siete stanchi, dopo aver affrontato una vita di sacrifici, che qualcuno metta le mani nelle vostre già spoglie tasche con la scusa che: “E’ l’Europa che ce lo chiede”?

Ne avete abbastanza se commercianti, di fare i salti mortali per far quadrare i conti della vostra ormai traballante attività, un tempo florida, muovendovi come in un tragitto di guerra fra, tasse, balzelli, incursioni di un fisco predatore, burocrazia, in un vero regime da Gestapo che vi opprime fino a quasi desiderare di arrendervi ma che non lo fate solo perchè è il vostro senso di responsabilità verso dipendenti e familiari ad impedirvelo?

Siete stanchi voi piccoli artigiani e professionisti che non vedete più il frutto del vostro quotidiano impegno?

E voi, impiegati, con le vostre buste paghe ogni giorno sempre più erose dal crescente costo della vita, siete stanchi?

Ebbene, è giunto il momento di dire basta a tutto ciò, e non stiamo parlando di una utopia, ma di qualcosa che tutti insieme possiamo trasformare in realtà.

Non siamo dei bambini, ce la siamo sempre cavata non è vero? Allora cos’è che ci impedisce di andare avanti? E’ arrivata l’ora di dirlo con chiarezza, senza usare mezzi termini. La colpa è dello stato cialtrone, che usa tutto il suo potere non per servire la cittadinanza, ma bensì per servirsi di essa.

Noi vogliamo uno stato che intervenga si, che attui le politiche di intervento sociale a favore anche, che che si occupi di risolvere le controversie tra cittadini pure, ma desideriamo anche che la sua presenza sia il più lieve possibile. Non abbiamo bisogno di uno stato tutore o padrone. Semplicemente possiamo farne a meno.

Vogliamo vivere in un paese dove tornare a guardare la cassetta delle lettere non più con l’incubo di trovarvi una ingiunzione di Equitalia, o una contravvenzione per non aver pagato il “pizzo” delle strisce blu, ma tornare a guardarvi dentro con il sorriso di chi si aspetta una cartolina da un amico, un nonno o uno zio..

Vogliamo un paese dove se ti chiamo ” brutto frocio” tu mi rispondi ” brutto etero” e finisce lì. Senza per questo dover creare l’ennesima legge, per risolvere quello che si può sistemare con un sorriso ed una stretta di mano evitando così di creare stupide ideologie, e divisioni.

Vogliamo un paese, dove tutti paghino un minimo di tasse, l’indispensabile per finanziare ciò che è di pubblica utilità con una aliquota fissa per tutti, perché il 10, il venti e il trenta % di 1000 euro e di centomila, già di per se non equivalgono alla stessa cifra, per cui il ricco e il meno ricco, con questo sistema contribuiranno equamente alla società, l’importante che queste tasse non vadano regalate a banche e multinazionali come oggi sta avvenendo.

Vogliamo vivere in un paese dove la cintura di sicurezza la indossiamo se siamo noi a deciderlo e dove siamo sempre noi a decidere se indossare il casco sullo scooter o lasciare che il vento scivoli libero tra i nostri capelli e non perchè c’è uno stato padre-padrone che ce lo impone.

Vogliamo tutto questo e molto altro ancora ( ci vorrebbe un post lungo un chilometro per scrivere tutto).

Vi sembra troppo?

No, perchè se ci pensate attentamente stiamo chiedendo indietro solo tutto quello che ci è stato tolto. Rifletteteci, è così”. Massimo G.


Commenti

  1. […] tanta paura dei cittadini che si riappropriano della loro capacità di decidere e del loro sacrosanto diritto a giudicare, […]