In Italia la pressione fiscale effettiva è al 52%

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“Sono oltre 100, tra imposte dirette ed indirette, le tasse che devono pagare i lavoratori dipendenti residenti a Rimini. Per pagarle si lavora fino ad estate inoltrata. E’ quanto emerge dalla ricerca della Fondazione dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Rimini.

Nella classifica della “pressione fiscale ufficiale” l’Italia, con il 43,8%, è al 5° posto in Europa, dopo l’Austria. E’ prima però in quella della “pressione fiscale effettiva”, che nel rapporto tra prelievi coattivi e PIL esclude l’economia sommersa, con il 52,2%, distanziando di oltre 2 punti percentuali la Danimarca, seconda.

LA NOTA DELLA FONDAZIONE DEI DOTTORI COMMERCIALISTI E DEGLI ESPERTI CONTABILI DI RIMINI

Non c’è una chiara e reale percezione del reale impatto dell’imposizione fiscale sui redditi dei lavoratori, italiani e riminesi. Non è una provocazione, anche se il tema delle tasse è al centro del dibattito in Parlamento e intorno alla tavola delle famiglie italiane.

Ovunque, ogni giorno si parla di tasse..Eppure l’impatto reale che esse producono sui redditi non è quello dai più stimato, tanto da dover parlare di autentica ‘bugia sulla pressione fiscale’.

La ricerca della Fondazione dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Rimini vuol offrire un contributo di chiarezza, mettendo in campo le proprie competenze tecniche. In quest’occasione l’attenzione s’è concentrata sui redditi da lavoro dipendente, sui quali il livello di pressione fiscale raggiunge, come vedremo, livelli impressionanti, condizionandone pesantemente il livello dei consumi.

CIO’ CHE PENSIAMO E CIO’ CHE INVECE E’ LA REALTA’

Le modalità di calcolo di calcolo della ‘pressione fiscale’ (rapporto tra prelievi coattivi/PIL), mettono in evidenza la ‘bugia statistica’ che ne è alla base. L’esigenza di stimare una misura di PIL confrontabile con quello degli altri paesi ha portato ad includere nel PIL anche l’economia sommersa. Il valore di pressione fiscale ufficiale che ne risulta spalma quindi il prelievo tributario anche sui redditi che, in realtà, poiché occultati al fisco, non hanno pagato imposte, sottostimando conseguentemente il sacrificio sopportato dalla parte di PIL effettivamente incisa dal prelievo fiscale.

Mentre nella classifica della ‘pressione fiscale ufficiale’ l’Italia, con il 43,8%, è al quinto posto in Europa, dopo l’Austria, in quella della “pressione fiscale effettiva” è assolutamente prima con il 52,2%, distanziando di oltre 2 punti percentuali la seconda, rappresentata dalla Danimarca. 8,4 punti percentuali in più!

Si arriva a questa quota percentuale inventariando tutte le imposte e le tasse attualmente previste dal nostro ordinamento; quantificando il livello di pressione fiscale attualmente esistente sulle persone fisiche; determinando la ripartizione del peso fiscale per ente impositore (comuni, province, regioni, stato).” newsrimini