Corruzione, 300 miliardi persi in 20 anni

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“Se con Mani Pulite l’Italia avesse ridotto la corruzione al livello della Francia (-1 punto), il Pil sarebbe stato nel 2014 di quasi 300 miliardi in più (circa 5mila euro a persona), in questo arco di oltre venti anni. La corruzione è un vero freno per il progresso economico e civile. L’Italia è fanalino di coda sulla corruzione fra i Paesi sviluppati, come dimostrano i dati di Transparency International, dietro Turchia, Spagna, Bulgaria e Grecia con la Danimarca e la Germania al primo e secondo posto. Pesanti anche le ripercussioni sull’economia, perché riduce gli investimenti privati, rende la spesa pubblica inefficiente, scoraggia l’accumulazione di capitale umano e peggiora la qualità delle istituzioni.

L’Italia è più corrotta perché la giustizia non previene né reprime, la burocrazia è inefficiente e le norme sono molto confuse, nel sistema politico c’è poca accountability, ci sono molte sinergie con la criminalità organizzata e c’è una scarsa dotazione di capitale sociale. La lotta alla corruzione si fa premiando chi rompe lo scambio corrotto, con il ripristino del reato di falso, con una pubblica amministrazione più trasparente, una burocrazia più efficiente e con più poteri all’Anac, Autorità nazionale anti corruzione”. Centro studi di Confindustria, rapporto “Il rebus della ripresa”