Le Regioni, insaziabile macchina mangiasoldi

Mangiasoldi-Regioni

Ogni Regione si comporta come un piccolo stato sovrano. Fanno e spendono come vogliono. Secondo uno studio della Cgia di Mestre nel decennio 2000-2010 le spese delle venti Regioni italiane sono aumentate di 89 miliardi di euro, di cui 49,1 solo per la sanità. La spesa totale di questi enti è di circa 200 miliardi annui, euro più euro meno, il 25% dell’intera spesa pubblica italiana. Ad esempio, 1 miliardo è il costo annuo dei consigli regionali, mentre 170 milioni se ne vanno solo in vitalizi. Tutto questo nonostante che, dal 2011, le Regioni hanno subito tagli per 26 miliardi e 400 milioni: 4 nel 2011; 4,5 nel 2012; 5,3 nel 2013; 6,1 nell’ultima, quella del 2014. Più 6,5 miliardi di tagli complessivi alle Regioni a statuto speciale.

Insomma, dal 2001, da quando hanno autonomia finanziaria, le uscite sono aumentate a dismisura: più 45%. Sprechi, una montagna di sprechi. Perché?

  • aumento assurdo del numero dei dipendenti,
  • aumento delle spese sanitarie e del trasporto locale,
  • invecchiamento della popolazione che ha portato a un più 154,4% il costo per l’assistenza sociale,
  • alzamento degli stipendi di consiglieri e assessori regionali.

Nel 2000, prima dell’entrata in vigore del Titolo V, la spesa sanitaria ammontava a 70 miliardi (1.215 euro per ogni cittadino). Nel 2015 arriverà a 115 miliardi (1.941 pro capite). Più del doppio. Anche gli organici hanno subito un notevole gonfiamento, arrivando, esclusa la sanità, a 78.679 dipendenti (dati 2013). Su questi la Confartigianato ha calcolato esuberi per 24.396 unità, la sola Sicilia ne conta 19mila, più di quelli del governo britannico, ma in proporzione, la Valle d’Aosta con 29,6 dipendenti ogni mille abitanti la supera. Si potrebbe fare a meno del 31% di loro, risparmiando 2,5 miliardi di euro.

Le Regioni hanno la totale insindacabilità su come vengono spesi i soldi. Insomma possono fare quello che vogliono e lo Stato centrale non può mettere becco. E tutto questo senza federalismo fiscale, il cavallo di battaglia della Lega. Ciò nonostante, negli ultimi venti anni le imposte locali in Italia sono aumentate del 130%. Poi ci sono le oltre 400 partecipate regionali: 100 milioni di perdite, 1,5 miliardi erogati a vario titolo e una decina di miliardi di indebitamento a carico della collettività. Un’altra voragine mangiasoldi.

*Fonte immagine copyright – www.niessen.it