Esportatori di corruzione

Bribe-Payers-Index

Secondo l’ultimo indice di propensione alla corruzione di Transparency International, il Bribe Payers Index , nella quale è fornita la graduatoria relativa al 2011 dei ventotto stati più economicamente influenti del mondo in base alla facilità con cui le loro aziende sono giudicate disponibili a pagare tangenti all’estero per facilitare i propri affari, l’Italia si fa notare per la propria ottima performance: è 15° su 22. In posizione decisamente inferiore ai migliori e all’ultimo posto tra i Paesi europei. Dietro di noi Paesi super corrotti come la Malesia, l’India, l’Argentina, gli Stati Arabi Uniti, la Cina e la Russia. Pure Hong Kong è piazzata meglio. Che meraviglia! In questo settore sì che siamo molto competitivi, potremmo esportare il nostro know-how in materia di tangenti.

Da notare che secondo l’analisi, le imprese più sensibili alla corruzione sono le aziende attive nelle costruzione, nell’approvvigionamento pubblico, nel settore immobiliare, nella petrolchimica e nello sfruttamento minerario. In contrapposizione, non esiste quasi alcun caso di corruzione nell’agricoltura, nell’aeronautica, nelle ITC, nel settore bancario, in quello finanziario e nemmeno in quello forestale. Anche in questo caso, oserei dire senza paura di essere smentito, noi ci distinguiamo per una corruzione trasversale. Non resistiamo. Dobbiamo corrompere e farci corrompere, sempre e su tutto.

Non toccate chi corrompe, perché toccandolo ostacolate l’economia“, parola di Silvio Berlusconi.