Chi si somiglia si piglia

Alfano-Renzi-Gay

Sui diritti gay l’Italia resta molto indietro. Su una scala che va da zero a 100 il risultato dell’Italia non supera il 19. Lo si legge chiaramente nel rapporto Ilga Europe che fotografa lo stato dell’arte dei diritti delle persone lgbt nel Vecchio Continente.

ITALY-in-ItalianSe in Europa centrale, infatti, solo il Liechtenstein (16%), la Repubblica di San Marino (14%) e il Principato di Monaco (10%) si classificano più in basso del Belpaese, bisogna poi spostarsi verso oriente per trovare percentuali sotto il 19% italiano. Parliamo di Kosovo (14%), Macedonia (13%), Bulgaria (18%), Turchia (14%), Ukraina (12%), Bielorussia (14%), Armenia (8%), Arzebaijan (8%) e infine, naturalmente, la Federazione Russa (7%). Tutti gli altri paesi europei sono stati giudicati meglio in termini di rispetto e riconoscimento dei diritti delle persone gay, lesbiche, bisessuali e transgender.

L’associazione prende in considerazione le leggi e le misure attuate per garantire l’uguaglianza ai cittadini lgbt e per combattere le forme di discriminazione sociale, sul lavoro, nelle scuole e nella fornitura di prestazioni sanitarie, oltre che le garanzie in termini di diritto di parola e di associazione e la possibilità di richiedere e ottenere asilo politico per questioni legate all’orientamento sessuale o all’identità di genere.

Non stupisce quindi il diktat di Alfano che invita i Prefetti ad annullarle le trascrizioni dei matrimoni omosessuali celebrati all’estero. Una presa di posizione violenta e ideologica che ancora una volta mira a cancellare qualsiasi percorso di riconoscimento delle coppie dello stesso sesso e sancisce come in questo Paese diritti, dignità e parità per le persone lesbiche, gay, bisessuali e trans non possano avere cittadinanza.

Questo il commento di Andrea Maccarrone, Presidente del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli:

“Il ministro Alfano sta conducendo una bieca battaglia ideologica a scapito di migliaia di coppie omosessuali, anziché avviare percorsi  istituzionali per consentire una inevitabile armonizzazione della legislazione italiana a quanto avviene in Europa, preferisce trincerarsi dietro vecchi schemi discriminatori. Con questa operazione il Governo Renzi si dimostra uno dei più omofobi e conservatori degli ultimi decenni. Alle promesse elettorali del premier che parlava di riconoscimenti entro i primi 100 giorni, sono seguiti distinguo, dilazioni e la cancellazione di fatto del tema dall’agenda dell’esecutivo e del Parlamento. Nonostante i continui inviti delle corti nazionali e internazionali e il tentativo di colmare un vuoto sempre più inaccettabile messo in atto da tanti primi cittadini, questa decisione punta a bloccare ogni spiraglio di dibattito e sbatte la porta in faccia a migliaia di cittadine e cittadini che chiedono soltanto di accedere a condizioni di piena uguaglianza ai diritti civili e di vedere riconosciuti i loro legami. Di fronte a un Ministro che con tanta violenza riafferma la discriminazione legale verso migliaia di coppie chiediamo al Premier Renzi di scioglierci ogni dubbio: il Governo sta col ministro Alfano o sostiene l’uguaglianza e la dignità delle coppie dello stesso sesso? Nel secondo caso farebbe bene ad assumere provvedimenti urgenti e chiari che traducano in fatti le belle e vuote promesse!”

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Commenti

  1. […] carriera chi manganella gli operai, i disoccupati, i pensionati, prende applausi chi considera le coppie omosessuali un problema di ordine pubblico e poi magari ha l’amante “negra” e […]