No all’uomo solo al comando. Firma l’appello

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Domenica 6 luglio il Fatto Quotidiano ha pubblicato i 10 punti intitolati “Democrazia Autoritaria”, la svolta autoritaria verso “l’uomo solo al comando”. Questi i 10 punti:

  1. CAMERA: Con Italicum e liste bloccate 630 deputati nominati dai partiti più grandi; i medio-piccoli esclusi dalle soglie. Il primo (anche col 20%) avrà il 55% e potrà governare solo; il potere legislativo coinciderà con l’esecutivo, con decreti e fiducie.
  2. SENATO: Sarà di 100 senatori non eletti: 95 scelti dai consigli regionali (74 consiglieri e 21 sindaci) e 5 dal Quirinale. Sarà dominato dal primo partito e non potrà più controllare il governo.
  3. OPPOSIZIONE: I partiti d’opposizione decimati; i dissenzienti dei partiti governativi potranno essere espulsi e sostituiti in commissione. Corsia preferenziale per leggi del governo da approvare in 2 mesi, con divieto di ostruzionismo ed emendamenti.
  4. CAPO DELLO STATO: Lo sceglierà il capo del governo e del primo partito al terzo scrutinio, quando la maggioranza è al 51%. Il Colle avrà enormi poteri d’interferenza in tutti i campi, giustizia in primis.
  5. CORTE COSTITUZIONALE: Il governo controllerà 10 dei 15 giudici: i 5 nominati dal Parlamento e i 5 del Colle. Difficile che la Consulta possa bocciare leggi incostituzionali o dar torto al potere politico.
  6. CSM E MAGISTRATI: Anticipando la pensione delle toghe da 75 a 70 anni, il governo decapita gli uffici giudiziari. I nuovi capi li nominerà il nuovo Csm, con 1/3 di laici vicini al governo e un presidente e un vice fedeli al governo, previo ok del Guardasigilli. Progetto di dirottare i giudizi disciplinari dal Csm e un’Alta Corte per 2/3 politica.
  7. PROCURATORI E PM: Il procuratore capo diventa padre-padrone dei pm, privati di autonomia e indipendenza “interne”. Per assoggettare Procure e Tribunali, basterà controllare un pugno di capi.
  8. IMMUNITÀ: Rimane per i senatori non eletti. Consente al governo di salvare i suoi uomini alla Camera e di nominare senatori “scudati” i sindaci e i consiglieri regionali nei guai con la giustizia.
  9. INFORMAZIONE: Il governo domina la Rai (rapinata di 150 mln e indebolita dall’evasione del canone) e B. controlla Mediaset. I giornali a editori impuri: aziende ricattabili dal governo e bisognose di leggi incostituzionali o dar torto al potere politico.
  10. CITTADINI: Espropriati del diritto di scegliere i deputati e di eleggere i senatori, oltreché della sovranità nazionale, non avranno altre armi che i referendum abrogativi (spesso bocciati dalla Consulta) e leggi d’iniziativa popolare: ma la riforma costituzionale alza la soglia da 50 a 250 mila firme.

L’Uomo qualunque appoggia e condivide l’iniziativa del Fatto Quotidiano per opporsi alla scelta autoritaria che Renzi, Berlusconi e Napolitano stanno imprimendo all’Italia con la riforma costituzionale. Ecco l’appello, al momento sono già state raccolte 60.000 adesioni.

Le controriforme dell’Italicum e del Senato delle Autonomie, concordate dal governo con il pregiudicato Silvio Berlusconi e il plurimputato Denis Verdini:

  • consentono a un pugno di capi-partito di continuare a nominarsi i deputati a propria immagine e somiglianza (con le liste bloccate per la Camera), addirittura aboliscono l’elezione dei senatori (scelti dalle Regioni fra consiglieri e sindaci, ridotti a un ruolo decorativo e per giunta blindati con l’immunità-impunità) e tagliano fuori i partiti medio-piccoli (con soglie di sbarramento abnormi);
  • trasformano il Parlamento nello zerbino di un premier-padrone, “uomo solo al comando” senza controlli né contrappesi, con una maggioranza spropositata che gli permette di scegliersi un presidente della Repubblica e di influenzare pesantemente la Corte costituzionale, il Csm, la magistratura e l’informazione televisiva e stampata;
  • espropriano i cittadini dei residui strumenti di democrazia diretta: i referendum (non più 500mila, ma addirittura 800mila firme) e le leggi di iniziativa popolare (non più 50mila, ma addirittura 250mila firme).

DICIAMO NO ALLA SVOLTA AUTORITARIA, come i migliori costituzionalisti italiani hanno definito il combinato disposto delle due controriforme, ispirate – consapevolmente o meno – al “Piano di Rinascita Democratica” della loggia P2 di Licio Gelli.

DICIAMO SÌ ALLA DEMOCRAZIA PARTECIPATA e vi chiediamo di sostenere solo riforme istituzionali che rispettino lo spirito dei Padri Costituenti del 1946-’48: restituendo ai cittadini il diritto di scegliersi i parlamentari e coinvolgendoli nella cosa pubblica; tutelando le minoranze e le opposizioni; allargando gli spazi di partecipazione diretta alla formazione delle leggi; limitando l’immunità parlamentare alle opinioni espresse e ai voti dati e abolendo i privilegi impunitari in materia di arresti, intercettazioni e perquisizioni; combattendo i monopòli e i conflitti di interessi, specie nel mondo della televisione e della stampa; ampliando l’indipendenza e l’autonomia dei poteri di controllo, dalla magistratura all’informazione.

Firma l’appello