La classifica delle liti condominiali

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L’associazione degli amministratori di immobili (Anammi) ha realizzato una classifica delle liti condominiali in base alla sua attività interna e alle segnalazioni dei suoi 13mila associati in tutta Italia. Ce n’è per tutti i gusti: dall’odore di cucina all’automobile posteggiata nel punto sbagliato, dal bambino che gioca in cortile al cane che abbaia. In un condominio i motivi per litigare non mancano mai, e diciamolo chiaramente almeno uno di questi è stato motivo di litigio o di “nervoso” per tutti noi. Con la crisi sembra dunque essere aumentata la litigiosità nei condomini, dove praticamente la zuffa sembra essere diventata una regola per risolvere i problemi. Anzi, per complicarli. Il più delle volte devono intervenire le forze dell’ordine e poi il tribunale. Stranamente non sono presenti le liti per i pagamenti delle spese comuni oppure per le rate della facciata non onorate. Il condominio ormai è diventato il paradigma di un’intolleranza cronica verso il prossimo.

1. Le cosiddette “immissioni”, ovvero i rumori e odori provenienti da altri appartamenti. Il classico ticchettio di scarpe femminili a tutte le ore, l’odore di cipolla reiterato, lo spostamento di mobili a tarda ora sono casi tipici di questo genere di motivazione. Anche la cucina etnica ed i suoi aromi forti sono sempre più spesso al centro di dispute di condominio.
2. L’apposizione in aree comuni, vale a dire la collocazione in ambito condominiale di oggetti e mezzi di un singolo condomino. Quale esemplificazione: la fioriera attaccata al muro, l’automobile parcheggiata in uno spazio non autorizzato nel garage condominiale.
3. I rumori in cortile, in particolare il gioco dei bambini. In un’epoca di demografia a quota zero, le voci infantili sono, purtroppo, sempre meno tollerate.
4. L’innaffiatura di piante e balcone, nel caso in cui il flusso idrico investa pesantemente gli spazi sottostanti, appartenenti ad altri condomini.
5. Il rapporto con gli animali domestici, soprattutto quando si trovano in ascensore o nel giardino condominiale.
6. Le liti che riguardano, a vario titolo, l’esterno del condominio: il bucato in evidenza o gocciolante, i mozziconi gettati dalla finestra, lo sbattimento di tovaglie.

La casistica descritta non è di poca importanza perché oltre il 50% delle procedure civili, nelle aule di giustizia, riguarda il condominio. In media, ogni anno circa 2 milioni di italiani fanno causa per questioni condominiali, il più delle volte vedendosi respingere il ricorso di fronte al giudice di pace. Per Giuseppe Bica, Presidente dell’Anammi, arrivare alla citazione non conviene, “non soltanto per motivi finanziari e di tempo, ma soprattutto perché il comportamento illecito, nel frattempo, si perpetua”. Meglio trovare una soluzione amichevole e cercare di essere tolleranti. Bica, ovviamente, sponsorizza il ruolo degli amministratori, la categoria che rappresenta, come struttura che “deve saper mediare tra gli interessi, evitando lo scontro duro, quello che porta alla denuncia”.  La via della mediazione resta quindi, quella da preferire, forse.