Il corrotto del giorno: Denis Verdini

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Denis Verdini, il braccio destro di Berlusconi e quello sinistro di Renzi, è stato rinviato a giudizio dal gup del tribunale di Firenze, Fabio Frangini, con l’accusa di associazione a delinquere, bancarotta fraudolenta, appropriazione indebita, truffa ai danni dello Stato. Con lui vanno a processo altre 47 persone tutti membri dell’allora Cda, tra cui anche il deputato di Forza Italia Massimo Parisi, coordinatore del partito in Toscana e l’avvocato Andrea Pisaneschi, ex consigliere Mps. Verdini avrebbe percepito illegittimamente, per la pubblicazione di “Il Giornale della Toscana”, circa 20 milioni di euro, e illecito finanziamento ai partiti. Come presidente della banca del Credito Cooperativo Fiorentino (“la banchina dei preti”), avrebbe favorito l’erogazione di finanziamenti e prestiti a società e amici, nella totale disattenzione delle più elementari norme creditizie e in contrasto con le regole della corretta gestione bancaria, minando così la solidità e l’equilibrio finanziario dell’istituto. Soldi che, per la Procura di Firenze venivano dati a “persone ritenute vicine” a Verdini stesso sulla base di “documentazione carente e in assenza di adeguata istruttoria”. In totale il volume d’affari dal 2008 al 2009, ricostruito dai carabinieri dei Ros di Firenze, sarebbe stato pari a “un importo di circa 100 milioni di euro”. Tra i beneficiari ci sarebbero Dell’Utri che avrebbe avuto 3,2 milioni di euro, la società Ste (editrice del “Il Giornale della Toscana”), la Btp di Riccardo Fusi e Davide Bartolomei. Riassumendo, un bel buco da 100 milioni di euro, prestiti facili e distrazioni a gogò.

In tutto fra le 69 persone che erano indagate, 47 sono state rinviate a giudizio mentre 21 sono state prosciolte o assolte con rito abbreviato. Fra le persone prosciolte anche la moglie di Verdini, Simonetta Fossombroni, il fratello dell’esponente di Forza Italia Ettore e la nipote Serena Verdini.

Nel curriculum giudiziario di Verdini c’è un pò di tutto. Intrighi, massoneria e affari. Dallo scandalo P3 che lo vede coinvolto per corruzione e violazione della Legge Anselmi sulle società segrete, ai vari reati di concorso in corruzione, presunti comitato d’affari (la “cricca”) che avrebbero gestito appalti pubblici in maniera illecita, inchieste sulla P4. Insomma chi più ne ha più ce lo metta….in galera. Altro che il “corrotto del giorno” è il corrotto del secolo. La prima udienza del processo è prevista per il 21 aprile 2015. Auguri.

Davanti alle telecamere di Report, un anno fa, il senatore Denis Verdini candidamente ammetteva:

Sì, ho preso soldi in nero (800 mila euro ricevuti da un costruttore siciliano), ma è una cosa normalissima, si fa così nella vita.

L’eccezione conferma la corruzione? Buona mazzetta a tutti!


Commenti

  1. […] il corrotto del Secolo. Banchiere fallito e collezionista di avvisi di garanzia è già stato “corrotto del giorno” nel Blog ma visti i suoi innumerevoli processi sono costretto ad aggiornare con un nuovo […]

  2. […] Le controriforme dell’Italicum e del Senato delle Autonomie, concordate dal governo con il pregiudicato Silvio Berlusconi e il plurimputato Denis Verdini: […]