Corrotti impuniti

Altan-corruzione

“Da oltre quindici anni mi occupo quasi a tempo pieno di studi e ricerche sulla corruzione. Oltre alla teoria mi ci sono imbattuto, mio malgrado, anche nelle vicissitudini di tutti i giorni. Negli ultimi anni ho potuto verificare più volte il marcio che c’è nel sistema degli appalti pubblici. Gruppi di imprenditori sempre più spesso si spartiscono le commesse con offerte organizzate accontentando addirittura i più piccoli con qualche subappalto, per indurli in tal modo al silenzio. Tutto è stabilito da questo sistema precostituito e perfettamente funzionante. Nonostante ciò, nella realtà, tante sono state le persone che si sono rivolte a noi. Tanti anche i timori per chi denunciava. Primo fra tutti, la prescrizione e le ritorsioni economiche. In Molise, ad esempio, il sistema distorto ha fatto in modo che si verificassero casi di condannati riammessi in servizio dopo il patteggiamento. Ho potuto udire un imprenditore affermare che le gare truccate presentano pochi rischi, al massimo si incorre in una multa. La nostra classe dirigente sovente finge di stupirsi per gli innumerevoli scandali e promette riforme efficaci contro la corruzione e autorità garanti – ad oggi prive di poteri sanzionatori – che sorveglieranno ogni singolo appalto. La risoluzione del problema, invece, sta in buona parte nella riforma del sistema penale. Il nostro ordinamento consente di accertare con facilità le responsabilità penali ma nella fase esecutiva – anche grazie ad un ventennio di leggi ad personam – purtroppo nelle patrie galere non ci finisce nessuno, tranne i cd. “polli” che, dopo pochi mesi al massimo, saranno rimessi in libertà. I vecchi quattro anni di reclusione sono stati abrogati (legge Cancellieri) e sostituti ormai dall’affidamento in prova. Ogni anno di prigione vale circa otto mesi per via dell’ordinamento penitenziario. Con una buona condotta ti abbuonano anche tre mesi ogni anno più un mese e mezzo di permessi premio.
Per i corrotti, quelli veri e non i ruba galline, la soluzione dei loro problemi è nell’ordinamento giuridico stesso. Il danno più grave? L’esempio altamente negativo che si offre alle future generazioni”. Vincenzo Musacchio – Presidente Co.Re.A Molise