Lo sa Salvini?

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Salvini crede e vuol far credere che ai tempi della Lega Nord di Umberto Bossi, la questione clandestini fu governata e risolta. Dimentica, o fa falsamente finta, in che modo fu risolta. Lo sa Salvini quanto costò in vite umane e in dollari fumanti quella deportazione di massa richiesta a Gheddafi? Lo ricorda Antonello Caporale su Il Fatto di oggi. Era il 30 agosto del 2008 quando il premier Silvio Berlusconi si accordò con il dittatore libico per fermare l’avanzata clandestina prima che prendesse il mare al largo di Tripoli. Il governo italiano chiese di fermarli, appunto. Non si curò di avanzare alcuna altra richiesta. Non si curò, ad esempio, di pretendere che le zone di fermo e detenzione libiche fossero allineate ai minimi standard umanitari: trattarli cioè come esseri umani. Dargli da bere, da mangiare, un letto per dormire. Non violentare le donne, non dividere le famiglie, aiutare i bambini. Le cronache raccontarono, con testimonianze di seconda e terza mano, di violenze ripetute e inaudite, di stupri consumati, di coppie divise, e di un numero mai quantificato dei residenti in quei lager. Lo sa questo Salvini? Perché non lo dice? Quello che noi non sappiamo sono quanti siano usciti vivi da lì e quanti siano invece morti. Non sapremo mai nulla.

Lo sa Salvini quanto ci sono costati quei lager. Duecento milioni di dollari all’anno. Lo sa Salvini, vero? Il pizzo richiesto da Gheddafi fu di 5 miliardi di dollari sotto la dicitura “Indennizzi di guerra”. Somma che il governo s’impegnò a corrispondere al dittatore libico in 20 anni, con tranche di 200 milioni di dollari l’anno. Salvini ci ricorda solo che con la Lega al governo la questione immigrati si risolse. Nessuno o quasi entrò nel Belpaese. Tutto in ordine a Lampedusa, tutto in ordine a Crotone, tutto in ordine ai centri di accoglienza, i famigerati Cie, dislocati ovunque in Italia. È proprio così? Si dà il caso che in 11 anni (fine 1999 inizio 2011) si sia speso un miliardo di euro per far fronte alla crisi migratoria, più di cento milioni l’anno. Spesi prima dell’accordo con Gheddafi, durante l’accordo e dopo l’accordo. Salvini non ricorda, era piccino. Chieda a Bossi. E ci informi sulla sua bacheca di Facebook, invece di propinarci messaggi di propaganda palesemente razzista. Versavamo duecento milioni di dollari all’amico dittatore e 100 milioni di euro ai nostri amici italiani. Perché c’è un’altra verità che Salvini non sa, continua Caporale, il costo di un immigrato, secondo il più recente e approfondito studio, curato dall’associazione “A buon diritto”, col contributo di Open Society Foundation, l’immigrato è grandemente variabile. Oscilla dai 34 euro di Bari ai 75 euro di Modena, la media è di 45 euro al giorno. E Salvini sa in quali tasche vanno a finire questi soldi? Pochi centesimi in quelle degli immigrati. Molti euro in quelli degli italiani. Tra volontari, servizi mensa, servizi sicurezza e trasporto, logistica, eccetera (molte volte eccetera) le strutture a volte solo di nome misericordiose raccolgono un bel po’ di quattrini. Dei 200 mila euro al giorno che spediamo (calcoli forse approssimati per difetto) due terzi vanno a imprese e singoli nostri concittadini. Lo sa Salvini che anche gli immigrati danno lavoro e voti in politica? Questo lo sa bene. La loro sfortuna fa la nostra ma soprattutto la sua di fortuna.