Vergogna! Altro che leggi contro la corruzione!

Carcarlo-Pravettoni
Carcarlo Pravettoni e i suoi consigli in “Carcarlo Pravettoni. Come truffare il prossimo e vivere felici”. Pubblichiamo un estratto del libro.

Troppo spesso si sente parlare dell’urgenza di fare una legge contro la corruzione. Ma come, non c’è più rispetto per le nobili tradizioni italiane? La corruzione fa parte del nostro Dna. La mazzetta è un pilastro della nostra società e della nostra economia. Dove la mettiamo l’antica arte di fare affari inchiappettando allegramente il prossimo? Non dimentichiamoci che noi, simpatici italiani, siamo i Furbetti del Quartierino, conosciuti e apprezzati nel mondo intero come i Mascalzoni Latini, numeri uno dei gaglioffi! Ci siamo costruiti questa fama in anni e anni di allegre e sfrontate ribalderie e adesso vogliamo gettare tutto al vento, venendo meno alla nostra vera e autentica natura per dare ascolto alle sirene del moralismo e del perbenismo piccolo borghese? Vergogna! Altro che leggi contro la corruzione!

Di pulizia se ne sta facendo troppa, ecco il problema. In fondo, un po’ di sudiciume ci vuole. Per gli anticorpi. È come per l’intestino. Se il nostro intestino fosse pulito, lindo e profumato, non camperemmo una cacata (mi si perdoni l’espressione, ma essendo in tema…). Credete forse che la flora batterica sia una cosa tanto bella, pulita e igienicamente apprezzabile? Nell’intestino umano ci vivono miliardi di batteri, per non parlare dei funghi e di altre porcherie. Nel mio una volta il maggiordomo ci ha trovato un manico di scopa lungo un metro e mezzo, dimenticato chissà da quanto tempo e chissà da chi. A tanto può arrivare talvolta la sbadataggine della gente! O almeno, io non ricordo proprio di averlo messo lì, ma non posso escludere con assoluta certezza di averlo fatto. In certi interminabili, freddi e uggiosi pomeriggi invernali si è disposti a tutto pur di ingannare in qualche modo il tempo… Il punto è, manico di scopa a parte, che i batteri sono essenziali per il corretto funzionamento del nostro corpo. Guai a esagerare con la pulizia! […]Purtroppo oggi un morbo terribile alligna nella testa di certuni, l’idea che si possano fare affari “correttamente”, comportandosi bene e con lealtà. Questa ideologia nichilista mina alla radice tutto il mondo degli affari. Qualche mente malata si è addirittura convinta di poter introdurre negli affari il concetto di “etica”. Finanche nel mondo della finanza! Figuratevi che un gruppo di squilibrati ha fondato un istituto bancario che si chiama Banca Etica. Già “banca” ed “etica” sono due parole che nella stessa frase non si possono nemmeno sentire. […] “Banca etica” è come dire “ladro onesto”, “guerra non violenta” o “ubriaco sobrio”. Lo stesso vale per il cosiddetto “commercio equo e solidale”, altra trovata dei nostri tempi. Ma scusate, se è equo e solidale che razza di commercio è? Chi ci guadagna? Se devo fare affari senza truffare il prossimo, tanto vale che vada a lavorare. [..]

Ma volete far crollare tutto il sistema? Senza contare che prestando i soldi a chi non ne ha mi danneggiate una delle grandi, gloriose professioni del made in Italy che rischia oggi di scomparire: l’usuraio. E che dire della meritocrazia? Questa parolona con la quale tutti si sciacquano la bocca. Un concetto disumano. Se in Italia ci fosse la meritocrazia andrebbero avanti i più capaci. Ma vi pare giusto? Sei bravo, magari hai anche studiato, hai tre lauree, sai le lingue, magari sei anche intelligente… comodo il signorino! E io che sono un cretino patentato, che cosa dovrei fare? Per compiacere le smanie moraliste di certe anime belle della sinistra liberticida, anche noi a volte ci siamo fatti prendere dalla smania dell’onestà. Si veda per esempio il discorso delle cosiddette “liste pulite”, che ha portato il centrodestra italiano a una sciagurata politica di esclusione di tanti galantuomini dalla competizione elettorale. Perché scartare le candidature dei cosiddetti impresentabili, la crème de la crème dei nostri dirigenti politici? A differenza di coloro che si riempiono la bocca di belle parole, io credo veramente nella democrazia e nel Parlamento e voglio che vi siano rappresentati tutti, senza discriminazione di sorta. Troppo facile mandarci solo i buoni e gli onesti. E a noi figli di troia chi ci rappresenta?