EuroSprechi tra Limousine e spese pazze

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Gli eurodeputati non usano l’auto blu, preferiscono muoversi direttamente in Limousine. Anzi, con Tms Limousine, un autonoleggio specializzato in auto super esclusive con sede a Bruxelles. Scorrendo il loro listino si trovano Mercedes e Rolls Royce d’epoca. Spulciando invece nei bilanci dell’Europarlamento, come ha fatto l’attento think tank britannico Open Europe, si scopre che per le quattro ruote con chaffeur noleggiate da Tms Limousine sono stati spesi 11 milioni 883 mila euro. Questo nonostante a ogni eurodeputato sia riconosciuto un rimborso per i viaggi di 4.243 euro. Non è l’unica stranezza della nota spese redatta dall’Euroburocrazia: solo per la manutenzione della sala stampa a Bruxelles nel 2012 (gli ultimi dati disponibili) sono stati spesi 3 milioni 200 mila euro, altri 45 mila sono andati per “regali in cuoio”, 17 mila per “regali in cristallo” e 50 mila in regali di protocollo. Per la promozione del Parlamentarium il nuovo centro visitatori del Parlamento europeo costato oltre 20 milioni di euro, si spendono 55 mila euro l’anno. Altri 671 mila euro sono andati al rafforzamento delle protezioni esterne della sede di Strasburgo, e il 40 per cento di questi sono stati spesi per rendere le cancellate esterne resistenti agli attacchi di possibili manifestanti indignati. Ma la spesa forse più singolare sono il milione e 482 mila euro spesi per fare analizzare l’acqua erogata dagli acquedotti delle tre città che ospitano l’Europarlamento: Bruxelles, Strasburgo e Lussemburgo.

Altre folli spese:

  • La “casa della Storia Europea” che sarà inaugurata nel 2015 (31 milioni per ristrutturare l’edificio, 15,4 per l’allestimento scenico più 6 per le esigenze del multilinguismo, a regime costerà 11,5 milioni l’anno).
  • Finanziamo anche (con i nostri sacrifici) l’Euroraglio (un somaro olandese di nome “Asino” – in italiano – che va in giro per l’Europa a costruire una Donkeypedia, una specie di enciclopedia asinina) e l’Eurogaloppo, un fumetto  che dovrebbe spiegare ai bambini le istituzioni europee.
  • 200mila euro al Festival del Vento per “dare all’organo un ruolo naturale nella vita culturale”.
  • 2,5 milioni di euro per la compagnia di danza Web Europa di Vienna.
  • 100mila euro per il celebre tango finlandese.
  • 57mila euro All’European Joystick Oschestra, specializzata nel comporre opere musicali con il Joystick (la Traviata versione Playstation?).
  • 400mila euro per aiutare le performance musicali dei “Gorilla volanti”, compagnia di danza inglese specializzata nel combinare suoni di sassofoni, clarinetti e rutti. Sol minore, fa diesis e rutto libero, alè.
  • 43mila euro,ogni anno, per rifornire la cantina del Parlamento Europeo. Dove per altro ci sono già 42.789 bottiglie. E che se ne fa l’Ue di quella piccola enoteca? La usa per prendere decisioni da ubriachi?

La lunga lista delle spese per l’assemblea europea concorre a formare un bilancio che pesa 1,75 miliardi di euro sulle tasche dei contribuenti. Una delle voci “pesanti” è quella dei finanziamenti ai gruppi parlamentari, qualcosa di simile ai rimborsi elettorali che in Italia si sta cercando faticosamente di abolire (o camuffare). Gli ultimi dati disponibili parlano di quasi 56 milioni di euro (55.893.393 per la precisione) ripartiti tra i vari eurogruppi proporzionalmente al numero di eletti. A farla da padrone è il gruppo dei popolari, che ha staccato un assegno da 21 milioni di euro, seguito da quello dei socialisti che manca di poco quota 15 milioni. Se, come suggeriscono tutti i sondaggi, alle urne, il prossimo 25 maggio, il gap tra i due partiti principali dovesse colmarsi, anche i la differenza nei finanziamenti potrebbe essere annullata. Oltre ai soldi per i gruppi dell’Europarlamento, ci sono quelli per i partiti e per le fondazioni collegate a ogni forza politica. Il totale di questi contributi nel solo 2012 ha superato gli 85 milioni. Anche gli euroscettici avranno la loro parte: se l’Alleanza Europea per la libertà, l’eurogruppo che comprenderà Marine Le Pen e Lega Nord, otterrà i 38 seggi che oggi attribuiti dai sondaggi, riceverà per fare propoganda antieuropea quasi 4 milioni e mezzo di euro (un milione in più di quanto percepisce oggi l’altro gruppo euroscettico, quello guidato da Nigel Farage).

Infine ci sono indennità, rimborsi (per cui non è necessario presentare nessuna ricevuta), stipendi e diarie di ciascuno dei 751 europarlamentari: quasi 200 mila euro l’anno, cui bisogna aggiungerne altri 254 mila per il loro staff. In totale ogni eurodeputato grava sul bilancio comunitario per 454 mila euro l’anno. per lo più tassati con aliquote bassissime. Nemmeno i parlamentari italiani costano tanto: secondo Confindustria 253 mila euro lordi l’anno. Troppi, ma molti meno dei loro colleghi di Bruxelles.

Riassumendo agli italiani, l’Europa costa 5,5 miliardi di euro all’anno, cioè 15 milioni al giorno, cioè 627.000 euro l’ora, cioè 10.464 euro al minuto, cioè 174 euro al secondo (dati ufficiali Ue: negli ultimi dieci anni 2003-2013 i versamenti dell’Italia all’Europa sono stati 159.750.223.698 euro; in cambio abbiamo ricevuto 104.436.776.037 euro, cioè 55.313.447.661 euro in meno. 55 miliardi in meno in dieci anni = 5,5 miliardi in meno l’anno). Per fare cosa abbiamo speso questi soldi?

(Fonti: Il Fatto Quotidiano e sanguisughe)


Commenti

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