EuroPortaborse un tesoro di professione

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Saranno 1.600 gli “assistenti parlamentari accreditati“, che verranno assunti dopo le elezioni europee del 25 maggio. Un posto ambito. I portaborse degli Europarlamentari godono di benefici per molti aspetti analoghi a quelli dei funzionari europei. Lo stipendio di base è 1.600 euro netti mensili, ma a seconda dell’esperienza e delle mansioni, può anche superare i 4.000 euro per arrivare ad un massimo di 7.500 euro.

Se si aggiungono assegni familiari e il 16% di stipendio in più grazie all’indennità di espatrio, garantita a chi dimostra di essere arrivato a Bruxelles negli ultimi cinque anni, i portaborse con il grado più alto possono guadagnare più del loro parlamentare, la cui retribuzione lorda si ferma a 7.957 euro. Beh, certo, spesso i portaborse fanno anche di più dei deputati. Vivono a Bruxelles, svolgono mansioni che sono direttamente connesse con le attività di uno o più europarlamentari e passano la loro settimana lavorativa a seguire i lavori di commissione parlamentare e dei gruppi politici. In parole povere sono incaricati di preparare interrogazioni, emendamenti, liste di voto, gestiscono anche le reti sociali (Facebook, Twitter) e spesso questa professione diventa un trampolino di lancio per la carriera politica. Pensate che l’attuale segretario generale del PPE, Antonio Lopez-Isturiz, dal 1997 al 1999 era stato assistente all’Europarlamento.

Ogni deputato con i 21.209 euro di fondi mensili stabiliti, può assumere al massimo 3 collaboratori accreditati, più un numero indefinito nel suo paese. Per pagarli, i denari arrivano dalla casse della Comunità europea e si aggiungono all’indennità mensile (6.200 euro), le indennità per le spese generali (4.299 euro al mese), il rimborso delle spese di viaggio, la diaria (152) e tutti gli altri benefit. Gli oltre 20.000 euro di cui sopra servono solo per pagare lo staff.

Dal febbraio 2009, è l’Europarlamento che gestisce i fondi, onde evitare come in passato che l’europarlamentare si intascasse i fondi e pagasse i collaboratori in nero. La riforma introdotta prevede una liquidazione e un sussidio di disoccupazione che non può essere inferiore agli 882 euro e superiore ai 2.076 per un periodo massimo di 3 anni; 42 ore di lavoro settimanale, gli straordinari non sono pagati (il lunedì mattina e il venerdì non fanno quasi nulla).

Facciamo qualche esempio. I portaborse dei nostri eurodeputati, VII Legislatura del Parlamento europeo (2009-2014):

  • Salvini – 8 assistenti
  • Mastella – 10 assistenti
  • Zanicchi – 4 assistenti
  • Borghezio – 2 assistenti
  • Comi – 5 assistenti
  • Casini – 7 assistenti
  • Cofferati – 5 assistenti
  • Gardini – 8 assistenti
  • De Mita – 8 assistenti

“Essere assistente parlamentare è come essere in un gruppo musicale in cui bisogna saper suonare tutti gli strumenti allo stesso tempo”, spiega uno degli assistenti accreditati, “È il lato eccitante di questo lavoro. Un giorno ti capita di mostrare il Parlamento a un gruppo di visitatori e il giorno successivo hai un incontro con dei lobbisti”. Che meraviglia!

Con un lavoro così la vocazione europea è venuta anche a me!


Commenti

  1. […] 21.209 euro ogni mese per pagare gli uffici (almeno due, di cui uno in patria), gli assistenti (o EuroPortaborse) e i rimborsi per le spese di […]