Scuola: Come risparmiare il 35% sui consumi energetici degli edifici

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Secondo uno studio dell’Rse (Ricerca sul sistema energetico), circa la metà delle scuole pubbliche italiane risale al periodo compreso tra gli anni 60′ e 80′, costruite utilizzando nel 60% dei casi mattoni forati, senza coibentazione né isolamento termico, e non sono mai stati oggetto di riqualificazioni energetiche.

Lo studio, elaborato dai ricercatori Marco Borgarello e Francesca Carrara, ha valutato nel 35% il possibile risparmio sui consumi energetici degli edifici, ottenibile attraverso semplici interventi. Interventi su illuminazione e infissi, di coibentazione di pareti e solai, accompagnati dal controllo delle temperature di esercizio degli impianti, potrebbero condurre a un risparmio medio per istituto di oltre 13 mila euro all’anno. 

In Italia oggi le 45mila scuole pubbliche consumano 1,1 Mtep l’anno. I costi per questi interventi, per altro previsti dal decreto legge 5/12, sono stati stimati nello studio di RSE a circa 170 euro al metro quadro. Un dato che proiettato, ad esempio, su una scuola dell’infanzia che mediamente occupa 800 metri quadrati, prevederebbe un investimento di circa 130.000 euro che potrebbe essere ammortizzato nell’arco di 16-20 anni. La ricerca prevede tre tipologie di intervento con altrettanti step che possano migliorare di volta in volta in maniera maggiore l’efficienza energetica degli edifici scolastici, anche con la sostituzione degli impianti termici con sistemi a maggior efficienza e con l’isolamento a terra e l’uso di pompe di calore elettriche.

Considerando che la bolletta media di ogni scuola si attesta intorno ai 40 mila euro, stiamo parlando di risultati di grande impatto in termini di bilancio. Inoltre si valorizzerebbe il patrimonio dello Stato con edifici energeticamente più efficienti ed eco-compatibili.