La negazione della libertà

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In Vino Veritas…con Jean-Jacques Rousseau: L’idea che un popolo si dia rappresentanti che poi legiferano in suo nome è la negazione stessa della libertà.

“La sovranità non può essere rappresentata, per la stessa ragione per cui non può essere alienata; essa consiste essenzialmente nella volontà generale, e la volontà non si rappresenta: o è essa stessa o è un’altra, non c’è via di mezzo. I deputati del popolo non sono dunque nè possono essere i suoi rappresentanti, ma solo i suoi commissari: non possono concludere niente in modo definitivo.
Ogni legge che non sia stata ratificata dal popolo in persona è nulla, non è una legge. Il popolo inglese crede di essere libero, ma si sbaglia di grosso; lo è soltanto durante l’elezione dei membri del parlamento. Appena questi sono eletti, esso torna schiavo, non è più niente. Nei brevi momenti della sua libertà, l’uso che ne fa giustifica davvero che esso la perda. L’idea dei rappresentanti è moderna: essa ci deriva dal governo feudale, da questo iniquo e assurdo governo, nel quale la specie umana è degradata e in cui il nome di uomo era in disonore. Nelle antiche repubbliche e persino nelle monarchie, il popolo non ebbe mai rappresentanti: la parola stessa era ignorata…
Presso i Greci tutto ciò che il popolo doveva fare lo faceva direttamente: sedeva continuamente in pubblica assemblea nella piazza. Ma quel popolo viveva in un clima mite, non era avido, i suoi lavori erano fatti dagli schiavi, la grande questione che lo occupava era la libertà. Non avendo piú gli stessi vantaggi, come conservare gli stessi diritti? I vostri climi più aspri creano più numerosi bisogni, per sei mesi all’anno non è possibile tener sessione nella pubblica piazza, i vostri linguaggi sordi non possono venire intesi all’aria aperta, voi vi preoccupate più del vostro guadagno che della vostra libertà e temete assai meno la schiavitù che la miseria.
E che! La libertà non si conserva se non con l’aiuto della schiavitù? Forse è cosí, i due estremi si toccano. Tutto ciò che non è naturale ha i suoi inconvenienti e la società civile piú di ogni altra cosa. Vi sono talune posizioni sfortunate in cui non si può conservare la propria libertà se non a spese di quella altrui, e in cui il cittadino non può esser perfettamente libero se lo schiavo non è ridotto alla più estrema schiavitù. Tale era la posizione di Sparta. Quanto a voi, popoli moderni, non avete schiavi, ma lo siete voi stessi: pagate con la vostra libertà quella degli schiavi. Avete un bel vantare questa diversità di situazione: io trovo in essa più viltà che umanità.
Non intendo dire con questo che occorra avere degli schiavi né che il diritto di schiavitù sia legittimo, ché anzi ho dimostrato il contrario. Espongo soltanto i motivi per cui i popoli moderni, che si credono liberi, hanno dei rappresentanti mentre i popoli antichi non ne avevano. Comunque sia, non appena un popolo si dà dei rappresentanti, esso non è piú libero, non esiste piú”.

Cin Cin