Il finanziamento dei partiti politici europei e delle fondazioni politiche europee

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Un partito politico a livello europeo (PPLE) è un’organizzazione che segue un programma politico, costituita da partiti nazionali e singole persone, e rappresentata in più Stati membri. Come affermato nel trattato, “i partiti politici a livello europeo sono un importante fattore per l’integrazione in seno all’Unione e contribuiscono a formare una coscienza europea e ad esprimere la volontà politica dei cittadini dell’Unione”. Un partito politico a livello europeo è alternativamente un partito politico (cioè un’associazione di cittadini che persegue obiettivi politici ed è riconosciuta in conformità dell’ordinamento giuridico di almeno uno Stato membro) oppure un’alleanza fra almeno due partiti politici. Le condizioni per chiedere la registrazione dello statuto di partito politico europeo sono: avere sede in uno Stato membro; essere rappresentato, in almeno un quarto degli Stati membri, da deputati del Parlamento europeo o dei Parlamenti nazionali o regionali o delle Assemblee regionali; in alternativa aver ricevuto, in almeno un quarto degli Stati membri, almeno il 3% dei voti espressi in ognuno di tali Stati membri in occasione delle ultime elezioni del Parlamento europeo. Nell’attuale Unione europea a 27 Stati membri, il requisito della rappresentanza in almeno un quarto degli Stati richiede la presenza di un partito politico europeo in almeno 7 Stati membri (8 a partire dall’ingresso della Crozia come 28° Stato membro, previsto il 1° luglio 2013). Affiliata a un partito politico ci sono le fondazioni politiche che sostiene e integra gli obiettivi di tale partito. Una fondazione politica a livello europeo svolge attività di osservazione, analisi e arricchimento del dibattito sui temi di politica pubblica europea. Sviluppa inoltre attività correlate quali l’organizzazione di seminari, formazione, conferenze e studi.

Dal luglio 2004, i partiti politici europei e le fondazioni, possono ottenere sovvenzioni nella forma di contributi finanziari diretti a carico del bilancio generale dell’Unione, accordati a titolo di liberalità, per sostenere il loro funzionamento, essendo i PPLE organismi che perseguono scopi di interesse generale europeo. Il finanziamento prende la forma di una sovvenzione di funzionamento. Può coprire fino all’85% delle spese ammissibili di un partito. Ne consegue che almeno il restante 15% dei costi, se non una percentuale maggiore, deve essere necessariamente coperto da contributi privati. I PPLE possono quindi accettare donazioni private, soggette però a una forma di pubblicità-notizia, volta ad evitare che i PPLE si procurino consistenti fonti finanziarie occulte: ogni anno i PPLE sono tenuti quindi a pubblicare le proprie entrate e uscite e una dichiarazione relativa all’attivo e al passivo, palesando le proprie fonti di finanziamento e fornendo un elenco dei donatori e delle donazioni ricevute da ciascun donatore, ad eccezione di quelle di entità inferiore a cinquecento euro all’anno e per donatore. Per ricevere il finanziamento dal Parlamento, un partito deve soddisfare determinate condizioni:

  • il partito deve avere personalità giuridica nello Stato membro ove ha la sua sede,
  • deve essere rappresentato in almeno un quarto degli Stati membri da membri del Parlamento europeo o da membri dei parlamenti nazionali o regionali, o nelle assemblee regionali,
  • deve osservare i principi di libertà, democrazia, rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali e dello stato di diritto,
  • deve aver partecipato alle elezioni del Parlamento europeo o aver espresso l’intenzione di parteciparvi.

Una volta valutate e approvate le domande, i fondi sono distribuiti ai partiti in base a una scala predefinita:

  • il 15% è ripartito in parti uguali,
  • l’85% è distribuito tra i partiti che hanno membri eletti al Parlamento europeo, in proporzione al numero di tali membri.

Una prima tranche, che rappresenta l’80% del totale della sovvenzione accordata, viene liquidata, in linea di principio, entro la fine del primo trimestre di ogni anno. Il saldo viene liquidato l’anno successivo, previa approvazione delle relazioni definitive dei partiti da parte dell’Ufficio di presidenza del Parlamento europeo. La sovvenzione può essere usata per far fronte alle spese direttamente collegate agli obiettivi stabiliti nel programma politico del partito, quali:

  • riunioni e conferenze,
  • pubblicazioni, studi e pubblicità,
  • spese amministrative, spese per il personale e spese di viaggio,
  • spese per le campagne relative alle elezioni europee.

La sovvenzione non può essere usata, tra l’altro, per far fronte a spese quali:

  • spese per le campagne referendarie ed elettorali (salvo le elezioni europee),
  • finanziamento diretto o indiretto ai partiti nazionali, ai candidati alle elezioni e alle fondazioni politiche sia a livello nazionale che europeo,
  • debiti e costi del servizio di prestito.

Le sovvenzioni stabilite dal regolamento adottato dal Consiglio e dal Parlamento per il 2014 parlano di 27.794.200 euro destinati per il finanziamento dei partiti politici a livello europeo e 13.400.000 euro per i contributi alle fondazioni politiche europee. Qui è possibile consultare un elenco dei partiti contenente l’indicazione dell’importo delle sovvenzioni ricevute nei vari anni e qui invece troviamo l’elenco delle fondazioni con i relativi importi ricevuti. I partiti che, negli anni, hanno ottenuto il finanziamento sono i seguenti:

Si tratta in alcuni casi di formazioni politiche per così dire “storiche”, già presenti nello scenario politico europeo da molti anni e beneficiarie delle sovvenzioni pubbliche europee fin dal 2004 : tutte hanno sede legale in Belgio e sono quindi riconosciute come associazioni internazionali non lucrative secondo il diritto belga. Di più recente costituzione (fondato nel 2005), il partito degli EU Democrats ha invece sede legale in Danimarca e personalità giuridica di diritto danese. Negli ultimi anni nuove formazioni politiche si sono affacciate alla ribalta: la AECR, registrata a Lussemburgo, fondata dopo le elezioni politiche del 2009 per iniziativa dei Conservatori britannici, alcuni partiti di ispirazione nazionalista come la EFA (registrata a Malta), l’EAMN (registrato in Francia) e il MELD (anch’esso registrato in Francia) oppure di ispirazione cristiana (l’ECPM, registrato nei Paesi Bassi). Alcune forze politiche che hanno ottenuto il riconoscimento come partiti politici a livello europeo e il relativo finanziamento negli anni scorsi non sono più esistenti: è il caso della Alliance for Europe of the Nations (AEN), discioltasi nel 2010 dopo le defezioni di molti dei suoi membri e della Alliance of Indipendent Democrats in Europe (AIDE) discioltasi nel 2008. C’è infine il caso del The Libertas Party Limited, nato da una lobby irlandese contraria al Trattato di Lisbona, la cui richiesta di essere riconosciuto come partito politico a livello europeo e di ottenere il finanziamento è stata respinta nel 2009.

Una riflessione dobbiamo farla. Pur con luci e ombre, all’Europa non manca la trasparenza. Online è infatti possibile accedere ad una documentazione ampia e dettagliata, tutto è documentato in modo molto trasparente rispetto ad esempio al caso italiano.


Commenti

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