È ufficiale Dixan non lava meglio di Dash

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Finalmente, dopo anni di martellamento, sappiamo che Dixan non lava meglio di Dash, è ufficiale. Tra i due detersivi “vi è una sostanziale parità di efficacia in termini di risultati di lavaggio”. Lo ha valutato l’Antitrust, che ha deciso di multare Henkel Italia, produttrice di Dixan, con 50 mila euro per pratica commerciale scorretta. L’anno scorso ad avere la peggio era stata invece P&G, quando l’Antitrust le comminò una multa da 100mila euro. In quel caso, gli spot del Dash dichiaravano con sicurezza che bastava un solo misurino per raggiungere gli stessi risultati ottenibili con uno e mezzo di Dixan.

Il Codice del Consumo considera una pratica commerciale scorretta “quando questa è contraria alla diligenza professionale, ed è falsa o idonea a falsare in misura apprezzabile il comportamento economico del consumatore medio che essa raggiunge o al quale è diretta o del membro medio di un gruppo, qualora la pratica commerciale sia diretta a un determinato gruppo di consumatori, in relazione al prodotto pubblicizzato. Inoltre, qualifica come ingannevole una pratica commerciale che, in relazione alla natura ed alle caratteristiche principali del prodotto, nonché alle condizioni di utilizzo per il consumatore, contiene informazioni non rispondenti al vero o, seppure di fatto corretta, in qualsiasi modo, anche nella sua presentazione complessiva, induce o è idonea ad indurre in errore il consumatore medio o è idonea a indurlo ad assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso. Altresì qualifica come ingannevole una pratica commerciale che induce o è idonea ad indurre in errore il consumatore medio o è idonea a indurlo ad assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso, quando nel corso di una qualsivoglia attività di commercializzazione di un prodotto si tenda ad ingenerare confusione con prodotti, manchi, denominazione sociale ed altri segni distintivi di un concorrente, ivi compresa la pubblicità comparativa illecita. Il Codice, poi, qualifica come ingannevole una pratica commerciale che nella fattispecie concreta, tenuto conto di tutte le caratteristiche e circostanze del caso, nonché dei limiti del mezzo di comunicazione impiegato, omette informazioni rilevanti di cui il consumatore medio ha bisogno in tale contesto per prendere una decisione consapevole di natura commerciale ed induce o è idonea ad indurre in tal modo il consumatore medio ad assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso. Infine, la citata norma afferma che si è in presenza di un’omissione ingannevole quando un professionista occulta o presenta in modo oscuro, incomprensibile, ambiguo o intempestivo informazioni ritenute rilevanti sulle caratteristiche principali del prodotto in misura adeguata al mezzo di comunicazione ed al prodotto stesso, o non indica l’intento commerciale della pratica stessa qualora questo non risulti già evidente dal contesto, nonché quando, nell’uno o nell’altro caso, ciò induce o è idoneo a indurre il consumatore medio ad assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso”.

Gli spot televisivi della Henkel in onda dal 23 giugno 2013, recitavano il claim: “Nuovo Dixan, rimuove le macchie meglio del principale concorrente già alle basse temperature”, mentre sullo schermo compariva l’indicazione: “Formula extra brillantezza”. In calce al messaggio compariva un messaggio, con caratteri piccolissimi, nel quale si specificava che la comparazione era stata effettuata su una sola tipologia di macchia (uova)”.

Dal bollettino emerge che l’indagine dell’Agcm era stata avviata su segnalazione di Procter & Gamble, produttrice del concorrente Dash. L’istruttoria dell’Antitrust ha invece stabilito che anche il Dixan ‘Nuova formula’ dà dei risultati sostanzialmente equivalenti al prodotto commercializzato da P&G, ma pure che la nuova denominazione, “in difformità” del parere dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, “non sia” un messaggio pubblicitario “ingannevole”. Infatti anche se “il consumatore medio non è in grado di apprezzare modifiche chimiche e differenze di risultati”, l’Agcm sostiene che l’appellativo ‘Nuova formula’ è risultato “veritiero”.

Querelle risolta, lavano più o meno allo stesso modo. Buon sereno bucato a tutte/i, e anche le macchie sono più tranquille. Vissero tutti felici e puliti.