Antonio Razzi “My way”

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Antonio Razzi in una memorabile intervista pubblicata dal settimanale Gente:

“Sono partito da Pescara a 17 anni, il 7 ottobre del 1965, con una valigia di cartone, nemmeno un cappotto avevo. Era la prima volta che prendevo un treno e per arrivare in stazione mi sono fatto 28 chilometri a piedi. A Chiasso ci hanno fatto scendere, spogliati nudi, controllato i denti come ai cavalli. Noi sani siamo andati là, gli altri, piangendo sono tornati indietro……Ho fatto i turni di notte, la domenica dalle 6 di sera alle 6 del mattino, non c’era Pasqua, non c’era Natale”. Ma c’erano le discoteche: “Ero il molleggiato di Emmenbrücke, ho vinto tre gare di ballo, mi esibivo con i Mambos of Giamaica”. Piaceva alle donne, Cinesi, Finlandesi, Svizzere tutte: “Mia moglie mi ha strappato un libretto dove annotavo le donne, la nazionalità”. Il miglior studente: “Sono nato a Giuliano Teatino nel 1948, secondo di quattro fratelli. Volevo fare ragioneria, ma servivano 500 lire, e chi le aveva? Così mi sono iscritto ad Avviamento professionale agrario. In matematica ero il migliore, all’italiano ero un asino, un difetto di fabbrica. Ma che me ne frega a me. Io mi faccio capire, ho portato l’ambasciatore di Taiwan a mangiare pasta e fagioli, mai avuto problemi”. La moglie Maria Jesus, spagnola: “Bellissima, è stata Miss Leõn e finalista Miss Spagna. La mamma di lei non voleva che si mettesse con un italiano, così l’hanno rimandata in Spagna. Per quattro anni le ho scritto cartoline che spedivo alle sue amiche, perché non venissero scoperte. E una volta le ho mandato un 45 giri con Rose Rosse di Ranieri e La lontananza di Modugno. L’11 maggio, con i due figli e i due nipotini festeggiamo 40 anni di matrimonio”. Vitalizio e appartamenti: “La casa me la sono comprata con i soldi della Pensionskasse, da persona ignorante che ero manco sapevo che era ‘sto vitalizio, ma dimmi tu uno che lo rifiuta. E tanto se ne sono andati pure quelli che mi hanno dato del voltagabbana….A me vogliono tutti bene, i professori sempre a dirmi “Antonio qua, Antonio la”. Il mitico giorno della sua elezione nel 2006: “Ero in Italia e stavo tornando a casa, il bagaglio zeppo di piante di pomodoro per un vicino. Mi arriva ‘sta telefonata, una voce di donna: “Onorevole!”. Io: “Ma vaffanculo”, e metto giù. Richiama: “Onorevole! Lei è davvero onorevole”. Allora mi sono reso conto”.

Anche noi ci siamo resi conto….purtroppo.