Il manuale del buon politico: Questa è Politica, con la P maiuscola

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Il decalogo del buon politico di Don Luigi Sturzo, fu pubblicato sul quotidiano “Popolo e Libertà” il 4 Novembre 1948. A questi ho aggiunto altri dieci comandamenti. Un manuale del buon politico rivolto a tutti i cittadini che intendono fare politica.

Tutti dovrebbero partire da questi 20 punti e non fare politica per “fare cassa” o per “tornaconto personale”. Scorrete i nomi dei politici degli ultimi 30 anni e troverete che quasi tutti hanno tratto un enorme profitto dal loro essere stati rappresentanti dei cittadini. Mi riferisco agli appartamenti, le ville, le proprietà accumulate dai tanti leader che promettono e cercano il voto tra la povera gente e poi si arricchiscono enormemente alle loro spalle.

Tutto il contrario di quanto scriveva Don Sturzo. E allora ci vuole poco. Basta che “il manuale” diventi legge. Legge ma soprattutto obbligo morale. Vuoi entrare in politica? Vuoi fare gli interessi della tua terra, non solo i tuoi personali? Bene firma il manuale del buon politico.

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Il manuale del buon politico

  1. E’ prima regola dell’attività politica essere sincero e onesto. Prometti poco e realizza quel che hai promesso.
  2. Se ami troppo il denaro, non fare attività politica.
  3. Il denaro pubblico sia considerato sacro. Non amministrare con troppa larghezza.
  4. Non coprire con la tua autorità le malefatte dei tuoi dipendenti, lascia che la giustizia sia anche per essi rigorosa.
  5. È giovevole fare buoni propositi. Se, ciò nonostante, la sera si arriva a mani vuote senza aver mantenuto i buoni propositi della mattina, pensa che ciò accade ai più, e serve a mantenerci umili, anche se la gloria umana aleggia intorno alla nostra piccola testa.
  6. Non ti circondare di adulatori. L’adulazione fa male all’anima, eccita la vanità e altera la visione della realtà.
  7. Non si può collaborare senza aver fiducia. Ma il giorno che riconosci che il tuo collaboratore non è fedele, trova il modo di sbarazzartene al più presto e di non riprenderlo mai più.
  8. Non pensare di “essere l’uomo indispensabile” perché da quel momento farai molti errori.
  9. E’ più facile dal no arrivare al sì che dal sì retrocedere al no. Spesso il no è più utile del sì.
  10. La pazienza dell’uomo politico deve imitare la pazienza che Dio ha con gli uomini. Non disperare mai.
  11. Dei tuoi collaboratori al governo fai, se possibile, degli amici, mai dei favoriti.
  12. Non disdegnare il parere delle donne che si interessano di politica. Esse vedono le cose da punti di vista concreti, che possono sfuggire agli uomini.
  13. Fare ogni sera l’esame di coscienza è buona abitudine anche per l’uomo politico.
  14. Il silenzio è d’oro, specialmente in politica: oggi si parla troppo, e quindi si usano verità, mezze verità, verità apparenti, infingimenti e menzogne.
  15. Aver cura delle piccole oneste esigenze del singolo cittadino come se fosse un affare importante è un buon metodo di politica.
  16. Rigetta, fin dal primo momento che sei al potere, ogni proposta che tenda alla inosservanza della legge per un presunto vantaggio politico. Il legame morale che l’infrazione della legge esige con altri, colleghi e subordinati, rimane come una catena. I conniventi te ne richiederanno il prezzo. Altre violazioni seguiranno la prima.
  17. È meglio tenere lontano i parenti dalla sfera degli affari statali, a meno che non siano già nella carriera per meriti propri.
  18. Non agire da ignoranti né da presuntuosi. Quando non si sa, occorre informarsi, studiare, discutere serenamente, obiettivamente, senza mai credere di essere infallibili.
  19. Nella politica, come in tutte le sfere dell’attività umana, occorrono il tempo, la presenza, l’attesa del sole e della pioggia, il lungo preparare, il persistente lavoro, per poi, infine, arrivare a raccogliere i frutti.
  20. Quando la folla ti applaude, pensa che la stessa folla potrà divenire avversa, non inorgoglirti se approvato, né affliggerti se osteggiato. La politica è un servizio per il bene comune.

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“C’è chi pensa che la politica sia un’arte che si apprende senza preparazione, si esercita senza competenza, si attua con furberia. È anche opinione diffusa che alla politica non si applichi la morale comune, e si parla spesso di due morali, quella dei rapporti privati, e l’altra (che non sarebbe morale né moralizzabile) della vita pubblica. La mia esperienza lunga e penosa mi fa invece concepire la politica come saturata di eticità, ispirata all’amore per il prossimo, resa nobile dalla finalità del bene comune”. Don Luigi Sturzo (Caltagirone, 1871 – Roma, 1959) sacerdote e politico italiano.