È aperta la caccia alle poltrone libere

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Con le dimissioni “spontanee” di Antonio Mastrapasqua, l’uomo delle 25 poltrone, si apre ufficialmente la corsa alle poltrone pubbliche libere, 400 nomine di matrice politica da fare in primavera. Le cariche più importanti e ambite sono quelle nelle società quotate controllate dal Tesoro, i cui vertici sono in scadenza: lotta per il quarto mandato Paolo Scaroni, ad dell’Eni, il presidente Giuseppe Recchi invece ne ha fatto uno solo di tre anni. Ipotesi ricambio ai vertici dell’Enel, dove oggi ci sono Fulvio Conti (ad) e Paolo Andrea Colombo (presidente), ma anche Finmeccanica, con Alessandro Pansa promosso da direttore finanziario a amministratore delegato dopo l’arresto di Giuseppe Orsi. Alla presidenza c’è l’ex capo della polizia Gianni De Gennaro. Ma ci sono poltrone allettanti anche alle Poste, dove Massimo Sarmi ad non si vuole schiodare, mentre potrebbe cambiare il presidente, oggi Giuseppe Ialongo. La lista dei posti, a volte poco noti ma molto ben remunerati e garanzia di potere, è lunghissima. La lista è divisa in due parti, quella relativa alle società direttamente partecipate e l’altra delle “indirette”, che dipendono da Cdp, Rai o Ferrovie. Tra le più ambite, Terna, Fintecna e Fondo Strategico per Cdp, Trenitalia e Rfi per Ferrovie, Acquirente Unico per il Gse, Rai World per la Rai. Una vera e propria valanga di posizioni, ma le poltrone di grande peso sono quelle di presidente e ad delle grandi quotate. E su queste è già partito il totonomine, che deve tener conto delle variabili politiche e dell’avvento di Matteo Renzi alla guida del Partito Democratico. La grande spartizione tra le diverse fazioni del Pd e il centrodestra Fi-Ncd è cominciata. Avanti c’è una poltrona per te, magari il fortunato sarai proprio tu, caro collezionista di poltrone!