Casa, tra affitti e bollette spesa insostenibile per gli italiani

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Quanto pesano i costi di casa, in particolare affitti e bollette, agli italiani? Molto, moltissimo secondo un’indagine dell’Adoc. Assorbono mediamente il 61,4% del reddito di una singola persona, il 7,6% in più della media europea. La causa è il basso reddito, inferiore del 25% rispetto alla media europea, nonostante i costi di affitto siano più bassi di 100 euro mensili. Gli italiani hanno bisogno di una diminuzione importante del carico fiscale in grado di far tornare almeno 300 euro al mese nelle tasche delle famiglie, risorse da impiegare prima di tutto nelle spese legate alla casa.
“La casa rappresenta una spesa enorme, quasi ingestibile per le famiglie italiane, a differenza di quanto accade nel resto d’Europa”, dichiara Lamberto Santini, Presidente dell’Adoc, “mediamente i costi di affitto e bollette assorbono il 61,4% del reddito disponibile netto mensile, quasi l’8% in più della media europea”. Per quanto concerne i costi di affitto, in Italia si spendono al mese circa 100 euro in meno rispetto alla media europea, ovunque tranne che in Spagna i costi sono più alti. Ma la differenza è che ogni mese la rata d’affitto “sottrae” oltre la metà dello stipendio di un singolo lavoratore, mentre ad esempio in Germania l’impatto non supera il 38%. Se gli affitti sono bassi le bollette sono invece molto più care, in Italia si spendono in media quasi 160 euro al mese contro i 145 euro della media europea. Nel 2013 le bollette di luce e gas sono costate agli italiani, in media, 1.500 euro. In Germania, Spagna, Francia e Svezia i costi sono molto più contenuti. Nel nostro Paese luce, acqua, gas e rifiuti impattano per oltre il 10% sul reddito mensile, in Svezia solo il 4%.
Ma il vero problema è la bassa disponibilità reddituale, lo stipendio netto medio è inferiore di un quarto alla media europea, in Germania si guadagna il 36,4% in più, in Svezia oltre il 50% in più.
E’ evidente che questo si traduce in un impatto reddituale maggiore delle spese, comportando per molte famiglie l’impossibilità di avere una casa. Anche le spese per l’acquisto di una casa sono impegnative, il prezzo medio al mq di un appartamento in periferia è superiore dell’8% rispetto alla media europea, in Germania si spende il 44% in meno al metro quadro, in Olanda il 20% in meno. Va detto inoltre che in Paesi come Francia, Inghilterra e Olanda il 17-18% delle abitazioni sono in housing sociale, con costi contenuti per sostenere il diritto di alloggio a famiglie e cittadini meno abbienti. In Italia invece questa soluzione è prevista solo nel 5% dei casi.
“Crediamo” afferma il Presidente dell’Adoc “che ci siano valide ragioni economiche e sociali affinché venga calmierato il mercato delle case in affitto. Occorre garantire un’alternativa credibile per le famiglie meno abbienti, che non hanno casa né possono pensare di comprarla, soprattutto nelle grandi città.” Dato che il sistema bancario è restio a concedere mutui e prestiti alle famiglie l’attenzione va posta sulle locazioni. Soprattutto gli Enti Locali e le Regioni devono prevedere incentivi sulle case in affitto, calmierando il mercato portando il costo delle locazioni a livelli medio bassi, sempre garantendo il mercato libero. “Crediamo”, conclude Santini, “che questo possa essere un investimento sia sociale sia economico, che andrebbe incontro alle richieste delle famiglie più in difficoltà e ridarebbe fiato a un mercato, quello immobiliare, in forte crisi. Inoltre porrebbe un freno alle infiltrazioni della malavita in questo settore”.