Napolitano c’è posta per te: “Le mie dimissioni da italiano”

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Ieri sera nel consueto messaggio (finto e inutile) agli italiani, “caro” Sig. Napolitano, ha risposto a 5 email di cittadini arrivate all’indirizzo del Quirinale. A questa, le mie dimissioni da italiano (già postate su MondoallaRovescia.com), non ha risposto, gliele rinvio con qualche inevitabile aggiunta, e con viva e vibrante insoddisfazione aspetto una risposta….

Egregio Presidente della Repubblica Italiana,

mi dimetto da cittadino italiano, da figlio ripudiato di questa italietta in cui i potenti sono sempre più potenti, e se provi a ribellarti hanno pure tutte le leggi dalla loro parte per metterti il bavaglio.

Era da tempo che volevo esternarle i miei sentimenti dimissionari: colgo l’occasione maturata in questi mesi di accadimenti anche metaforici, che ulteriormente li motivano e maggiormente li rafforzano. Dopo un’attenta riflessione durata circa 20 anni e dopo la disamina di quanto accaduto in particolare negli ultimi anni (crisi economica, mancanza di aiuti agli italiani, pagliacciate partitiche) sono addivenuto alla decisione di rifiutare la nazionalità italiana e di dimettermi dal ruolo di cittadino italiano. Miliardi di motivi mi costringono con rabbia ad annunciarle che in nessun modo intendo più assumermi la minima responsabilità di tutto ciò che non sono in grado di controllare e modificare personalmente.

Dalla data odierna mi considero cittadino straniero e pertanto richiederò accesso agli aiuti dedicati a comunitari ed extracomunitari. Non voglio essere più italiano, quindi rinuncio a tale incombenza. Rinuncio quindi anche al voto, ormai inutile, perché le malefatte trasversali della classe politica (maggioranza e opposizione) non mi consentono più di operare una scelta effettiva per il miglioramento della Repubblica. Per come agiscono e si rappresentano, è opportuno e necessario che si votino da soli o si facciano votare da chi li ritiene adeguati e si riconosce in loro e nella loro incapacità professionale e indegnità morale, ignobile e distruttiva! In questi 20 anni ci hanno tolto tutto, anche i sogni, nostri e delle nuove generazioni.

Il mio rifiuto è irrevocabile.

D’ora in poi voglio essere considerato o come un individuo che ha richiesto asilo politico, o da rifugiato di guerra e mi comporterò similmente agli stranieri in Italia i quali ogni anno inviano rimesse all’estero, soldi qui guadagnati ed inviati nei paesi d’origine. Ma esigo di godere dei loro stessi privilegi in graduatoria. Mi accontento altresì di alloggiare in appartamenti in sovrannumero, o in qualche appartamento delle Fondazioni di Partito.

Mi dimetto caro Presidente, mi dimetto da cittadino attivo di questa Repubblica fondata sul precario in cui è permesso a pochi di arricchirsi riducendo alla fame milioni di persone, e non è permesso a noi cittadini, noi Uomini Qualunque, di testimoniare il nostro malessere, la rabbia, la paura; mi dimetto, ditemi dove devo consegnarvi la carta di identità perché voglio dimettermi.

Ringrazio tutti per quello che non mi è stato dato e soprattutto che mi è stato tolto dai governanti italiani in ossequio alla “Costituzione” (casa, lavoro, diritti ed altre parole prive di reale significato in questo paese).

 

P.S. Quasi quasi mi “compro” la cittadinanza maltese.

 

Claudio Rossi “l’Uomo Qualunque”

“L’Italia è ancora come la lasciai, ancora polvere sulle strade, ancora truffe al forestiero, si presenti come vuole. Onestà tedesca ovunque cercherai invano, c’è vita e animazione qui, ma non ordine e disciplina; ognuno pensa per sé, è vano, dell’altro diffida, e i capi dello stato, pure loro, pensano solo per sé.” Johann Wolfgang Goethe, Epigrammi veneziani, 1790




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